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Bassano. Danni da cervi e cinghiali «Risarcimenti difficili»

La segnalazione all´Amministrazione provinciale di Vicenza della difficile situazione agricola per l´aumento di animali selvatici nella Valbrenta, confermata anche da una comunicazione che è stata spedita dal sindaco di Valstagna Angelo Moro, ha fatto scattare un sopralluogo da parte degli agenti della polizia provinciale, che hanno incontrato Gianantonio Mattana, primo firmatario dell´esposto.

«Abbiamo spiegato la situazione e ascoltato le proposte degli incaricati della Provincia – dice Mattana – ma al riguardo siamo insoddisfatti perché non prospettano soluzioni al problema. Nella Valbrenta non ci sono mai stati i cervi, solo sporadici avvistamenti di caprioli e camosci, che però non provocano gravi danni. Ora stiamo correndo il rischio che arrivino i cinghiali, di cui già si segnala qualche avvistamento. Ringraziamo l´Amministrazione provinciale per la visita, però ribadiamo quanto già evidenziato».

«Le richieste di indennizzo – scrivono di nuovo i firmatari alla Provincia – non sono concretamente fattibili, trattandosi di piccole coltivazioni a conduzione familiare e di danni difficilmente quantificabili. In ogni caso, tenendo conto della franchigia di cento euro e delle pratiche burocratiche, nessuno presenterà domanda di risarcimento. Ribadiamo che coltiviamo i terrazzamenti per mantenere una tradizione e una cultura, salvaguardando il territorio dal degrado, ma anche per godere di una significativa economia».

«Quanto alle recinzioni, il sistema a terrazzamento non agevola certo questo tipo di protezione perché reti alte due metri non bastano per difendersi dal cervo. Analogo problema esiste in molte zone del canale di Brenta, poiché il numero di animali selvatici è in continuo aumento».

«Confidiamo che le nostre osservazioni vengano recepite – conclude Gianantonio Mattana – e auspichiamo che in materia venatoria siano adottati quei provvedimenti ritenuti necessari e possibili per mantenere un controllo continuo sul numero e sulle specie animali presenti nel territorio. Ciò potrebbe impedire l´insediamento di animali selvatici nocivi, cervi e cinghiali, e risolvere il problema in modo soddisfacente per il bene della comunità».

Il Giornale di Vicenza – 16 agosto 2012

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