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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Batteri resistenti agli antibiotici nella carne cruda per cani. L’allarme degli scienziati: necessario che le autorità sottolineino l’effettiva pericolosità degli alimenti crudi per gli animali domestici
    Notizie ed Approfondimenti

    Batteri resistenti agli antibiotici nella carne cruda per cani. L’allarme degli scienziati: necessario che le autorità sottolineino l’effettiva pericolosità degli alimenti crudi per gli animali domestici

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati16 Luglio 2021Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Quantità rilevanti di batteri resistenti agli antibiotici sono state scoperte nel cibo crudo per cani. A rivelarlo è uno studio presentato al Congresso europeo di microbiologia clinica & malattie infettive (ECCMID) durante il quale gli esperti hanno sottolineato la presenza di rischi anche per gli uomini. I batteri ”multifarmaco resistenti” individuati dagli scienziati sono stati individuati, infatti, anche nei pazienti ospedalieri in varie regioni dell’Europa. Sono 700mila le persone che ogni anno sono vittime dell’antibiotico-resistenza (AMR, Antimicrobial resistance), un dato destinato ad aumentare per l’OMS che prevede circa 10 milioni di casi entro il 2050. Lo studio, firmato da Ana R. Freitas, Carla Novais, Luísa Peixe e i colleghi dell’UCIBIO, l’Università di Porto, ha visto l’analisi dei prodotti per cani venduti nei supermercati e nei negozi per animali, alla ricerca di Enterococchi, batteri opportunistici, in grado di svilupparsi nel corpo degli uomini, degli animali esseri umani e animali e provocare infezioni.

    Durante la ricerca sono stati 55 i campioni di alimenti per cani analizzati, prodotti da 25 diverse marche e contenenti carne di salmone, tacchino, pollo, agnello, oca, manzo e verdure. Il 54% del totale contenevano Enterococchi ed in oltre il 40% i batteri risultavano resistenti a varie tipologie di antibiotici, come l’eritromicina, la tetraciclina, il quinupristin-dalfopristin, la streptomicina, la gentamicina, il cloramfenicolo e l’ampicillina. Una percentuale minima risultava resistente anche alla vancomicina e alla teicoplanina mentre il 23% al linezolid, un tipo di antibiotico considerato ”di ultima istanza”, ovvero somministrato in caso di infezioni gravi e quando le altre cure risultano inefficaci. Al margine dello studio, gli esperti hanno sottolineato come il cibo per cani risulti un driver tanto pericoloso quanto trascurato della resistenza agli antibiotici in tutto il mondo. Per gli esperti è necessario che le autorità sottolineino l’effettiva pericolosità degli alimenti crudi per gli animali domestici e che si proceda ad una profonda revisione della selezione per gli ingredienti mentre i proprietari devono seguire rigorosamente le norme igieniche di base, come lavarsi attentamente le mani dopo aver maneggiato gli alimenti per cani o averne raccolto le feci.

    Fonte:

    https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0168160521002439

     

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