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Batterio, salame sequestrato. Analisi per scoprire se è il killer

Tossine tipiche dei batteri della famiglia di quello che sta provocando un’epidemia in Germania sono state trovatr in un salume fatto in Toscana lavorando carni arrivate dalla Polonia

Partiva dalla toscana e ieri ha creato un brivido alle autorità sanitarie italiane, quando il ministero ha diffuso la notizia della scoperta dell’escherichia coli dentro un salame di cervo. A dare l’allarme sono state le autorità sanitarie austriache, che hanno trovato le tossine tipiche dei batteri della famiglia di quello che sta provocando un’epidemia in Germania. Il salame è stato fatto in un’azienda della nostra regione lavorando carni arrivate dalla Polonia, spiegano dal ministero alla salute. Ieri gli uomini della prevenzione Asl sono andati a fare dei sequestri a campione negli stabilimenti di quel produttore.

«C’è una possibilità su un miliardo che quel ceppo sia identico a quello tedesco». E’ molto tranquillo Alfredo Caprioli, che dirige il laboratorio per l’escherichia coli dell’Istituto superiore di sanità. «Domani faremo le analisi sia sul salame già partito dall’Austria che sui prodotti presi dalla Asl, che arriveranno questa sera (ieri, ndr)». In Austria sono state trovate le tossine, cioè il veleno prodotto dal microrganismo, ma non il batterio. «Verificheremo tutto ma credo che si tratti di un tipo di escherichia che si trova prevalentemente nei ruminanti. Tra l’altro il salame è stato bloccato a metà maggio e non so perché la segnalazione ci è arrivata ora. E’ probabile che il batterio in tutto questo tempo sia morto e quindi sarà impossibile trovarlo. Comunque faremo l’analisi, per capire di cosa si tratta e se ha qualcosa a che fare con il ceppo che sta colpendo in Germania. Ripeto, mi sembrerebbe molto strano». E’ stato lo stesso Caprioli a mettere a punto il modello di laboratorio che permette di riconoscere quel tipo di escherichia. Anche il ministro alla salute Ferruccio Fazio è convinto che il salame non abbia niente a che fare con l’epidemia in corso. «Abbiamo reso noto questo episodio proprio per evitare che si generino degli equivoci. Il ceppo non è lo stesso», spiega: «Interventi di questo tipo sono normali».

In Toscana, come nel resto d’Italia, tutte le strutture sanitarie sono allertate. Prima di tutto le Asl, che devono segnalare immediatamente se i medici incontrano casi di sintomatologia sospetta a cui deve seguire una ricerca del batterio. Per quanto riguarda gli ospedali, ieri è stata spedita una seconda circolare che invita a tener pronte le nefrologie. Sono questi i reparti destinati a ricoverare eventuali casi gravi, visto che la malattia crea gravi problemi ai reni delle persone colpite. Tutti i campioni dei casi sospetti vanno inviati al laboratorio di Caprioli a Roma.

Repubblica.it – 4 giugno 2011

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