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Belluno. Direzioni strategiche delle Usl. Tagliati i manager «bellunesi». Il dg-commissario Rasi Caldogno porta nell’azienda del capoluogo quasi tutto il suo team di Feltre

Quattro da Feltre, due da Pieve di Soligo. Non c’è traccia di dirigenti dell’Usl 1 nelle triadi che compongono le nuove Direzioni strategiche delle due aziende sanitarie bellunesi. Adriano Rasi Caldogno, direttore generale dell’Usl 1 e commissario dell’Usl 2, aveva annunciato fin da subito che sulle nomine avrebbe tirato dritto, rifiutando la logica della spartizione territoriale ad ogni costo. Niente poltrone assicurate, quindi, per i dirigenti uscenti dell’Usl 1.

Così, come previsto, nella Direzione strategica dell’azienda di Belluno sono arrivati due terzi della squadra con cui Rasi Caldogno ha lavorato all’Usl 2 tra il 2012 e il 2015. Giovanni Maria Pittoni, già direttore sanitario a Feltre dal 2013, svolgerà lo stesso ruolo anche nel capoluogo. La direttrice amministrativa sarà Rosanna Zatta che continuerà così l’esperienza maturata all’Usl 2.

Il direttore dei Servizi sociali sarà Gianantonio Dei Tos, ex direttore generale dell’Usl 7 di Pieve di Soligo: il terzo membro della triade «feltrina», ovvero il collega Mario Modolo, è stato confermato a Feltre. Membro di una Direzione strategica a tempo, pronta a decadere il 31 dicembre, lavorerà a fianco di un volto noto: il nuovo direttore sanitario è il responsabile della direzione medica del «Santa Maria del Prato» Lorenzo Tognon.

A Feltre il direttore amministrativo sarà Paolo Pavan, arrivato dall’Usl 7 di Pieve di Soligo. Dei vecchi membri della Direzione sanitaria dell’Usl 1, nessuno ha trovato un posto ai massimi livelli della sanità provinciale.

«Non entro nel merito delle nomine – spiega il sindaco di Belluno Jacopo Massaro – Ciò che pensano tutti i membri della Conferenza dei sindaci dell’Usl 1 è scritto nel parere che abbiamo inviato a Rasi Caldogno relativamente alla nomina di Dei Tos. Noi non siamo titolati a entrare nel merito, ma ad esprimere considerazioni di carattere politico, che infatti sono contenute nel documento».

Ovvero: se il futuro della sanità bellunese dovrà essere l’Usl unica, tanto vale partire con il piede giusto e inserire nella Direzione strategica anche qualcuno che conosca già la realtà dell’azienda di Belluno, più grande e complessa di quella feltrina.

Nel frattempo, il nuovo direttore generale guarda già al prossimo futuro. «Le due aziende sanitarie manterranno la loro autonomia fino a quando la Regione non deciderà il nuovo assetto – commenta Rasi Caldogno – In ogni caso, ci saranno sempre più attività in collaborazione tra le due Usl bellunesi e contatti con quelle trevigiane. Per esempio, stiamo perfezionando un accordo per l’invio di due anestesisti dell’Usl 2 nei territori dell’Usl 1, dove ci sono esigenze temporanee legate alla parte alta della provincia».

Andrea Zucco – Il Corriere del Veneto – 2 febbraio 2016 

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