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Belluno. Lotta alle zanzare, l’Usl mette in campo le “esche umane”. Si tratta di persone che vengono posizionate in zone a “rischio” e da cui viene aspirato l’insetto quando si posa

di Paola Dall’Anese. Contro le zanzare tigre e coreana l ‘ Usi 1 schiera anche l’human landing, cioè l’esca umana. È lotta senza esclusioni di colpi quella messa in piedi dal Servizio di igiene e sanità pubblica (Sisp) contro questi fastidiosi insetti. L’esca umana è costituita da persone “utilizzate” come acchiappa insetti: nel momento in cui la zanzara si posa su di loro, personale del Sisp e dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie la aspirano con uno apposito aspirapolvere per poi trasferirla, viva, in un contenitore per essere inviata per lo studio a Padova.

zanzarelott«Già da un anno stiamo studiando le aedes, un tipo di zanzara a cui appartengono la tigre e la coreana», spiega Paolo Dal Pont, del Sisp. «E tra le varie tipologie di mezzi che utilizziamo per catturarle, oltre alle ovitrappole dove vengono prese le uova depositate dagli insetti, operiamo anche sulle persone. Sappiamo infatti che le zanzare agiscono in determinate ore della giornata e aree. Tre persone vengono fatte sedere in una determinata zona, per lo più quella del canile, nelle ore serali dalle 17.30 alle 20 circa. E non appena una aedes si appoggia noi l’aspiriamo. Queste sedute vengono realizzate ogni 15 giorni».

Questo metodo rientra nella campagna di studio avviata dall’Usi per il controllo della popolazione delle zanzare tigre e coreana e si aggiunge al progetto Lexem parato nel 2014, a valenza triennale, che prevede i monitoraggi di questi insetti in alcuni comuni di Valbelluna, Zoldano, Cadore. «Inoltre stiamo monitorando anche una zona costituita da 10 Comuni (5 in Agordino e 5 in Cadore) per scoprire come si stanno diffondendo, anche perché sappiamo che le aedes albopictus e Koreicus sono già presenti nel Trentino Alto Adige», prosegue Dal Pont. Lo studio, portato avanti in collaborazione con l’istituto zooprofilattico, ha interessato quest’anno i residenti di Mier e Visome. «In queste due frazioni stiamo attuando due tipi di interventi distinti: a Mier una disinfestazione pubblica, a Visome a quella pubblica uniamo anche quella dei privati. Per questo abbiamo coinvolto dapprima una sessantina di famiglie che poi abbiamo ampliato a un centinaio: queste dovranno spargere pastiglie antilarvali biologiche nei loro condotti. Ad oggi abbiamo visto che nelle ovitrappole sono diminuite le uova e questo significa che l’esperimento sta dando i frutti sperati. Ad inizio settembre, comunque, partiremo con il porta a porta per la consegna degli altri antilarvali. Inoltre», conclude Dal Pont, «abbiamo attivato le cosiddette trappole «Bgsentinel» per la cattura delle zanzare adulte tramite l’emissione di anidride carbonica».

Il Corriere delle Alpi – 20 agosto 2015 

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