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Belluno. Senza freddo aumentano le zecche. Rischio di malattie di Lyme o Borreliosi. Monitoraggi in corso

zeccaPiù zecche dell’anno scorso e più malattie di Lyme o Borreliosi. Complice un inverno senza basse temperature che ha risparmiato molti parassiti. Queste possono essere le previsioni per i prossimi mesi in provincia di Belluno considerando il parametro climatico, previsioni che riguardano anche la maggiore presenza di zecche portatrici del germe di Lyme, rispetto a quelle che contengono il virus della Tbe o meningoencefalite i cui esiti in certi casi sono letali. Più Borrelia che Tbe. I servizi di igiene e sanità pubblica di Belluno e Feltre collaborano con l’Istituto zooprofilattico delle Venezie per tenere sotto controllo l’antropode tramite la raccolta di campioni in varie parti della provincia e l’analisi dei virus in esso contenuti. E che le zecche bellunesi siano fortunatamente portatrici più di Borrelia che di Tbe lo dimostrano ad oggi i numeri dell’incidenza di queste due malattie

Nel 2013 sono stati oltre 40 i casi di malattia di Lyme notificati all’Usl 1 (e vista l’incidenza così accentuata si può pensare che uguali siano quelli dell’Usl feltrina) che sono stati curati all’ospedale, mentre solo due i pazienti colpiti da Tbe, una patologia che può avere delle conseguenze molto gravi e anche mortali.

La questione è che la prima, essendo curata anche dal medico di base, non sempre viene notificata, facendo perdere il numero vero dei pazienti. Quello che è certo è solo il numero dei casi di meningoencefalite che è nettamente in calo.

«L’anno scorso ne abbiamo curati due», precisa il primario delle malattie infettive dell’Usl 1, Ermenegildo Francavilla che ricorda anni non troppo lontani in cui i pazienti superavano la decina.

«Ed erano tutti concentrati nel periodo di massimo sviluppo delle zecche cioè la primavera (tra il 20 aprile e il 10 maggio) e l’autunno». Anche nei pronto soccorso i pazienti che arrivano per l’estrazione di zecche sono pochi tanto che nessuno ci fa più caso.

«La questione è che le zecche sono presenti tutto l’anno, ma diventano così evidenti quando le persone, con la buona stagione, iniziano a stare di più all’aria aperta», dicono i primari dell’emergenza.

Le aree di espansione. Che siano più presenti in determinate zone che in altre «dipende dal fatto se si tratta di aree battute o meno dall’uomo, anche se dobbiamo considerare che le zecche trovano terreno fertile dove ci sono animali selvatici come gli ungulati e determinate specie di uccelli», dicono dall’Usl 2.

Intanto, però, le campionature avvengono in alcune zone come San Gregorio, Quero-Vas, Sospirolo e le frazioni alte di Feltre, come Lasen, e in particolare la Val Canzoi, i monti del Sole, Candaten lungo l’Agordina.

Regole contro le zecche. Per evitare di essere morsi dalla zecca i medici invitano a seguire alcune semplici indicazioni. «Per prima cosa», precisa Fabio Soppelsa responsabile del servizio igiene Usl 1, «si consiglia di coprire bene gambe e braccia quando si va in montagna, nei prati con erba alta e in giardino, usare uno spray repellente, controllarsi bene quando si torna a casa e, se si trova una zecca, toglierla con l’apposita pinzetta afferrandola dalla testa». Se compare un arrossamento cutaneo o febbre è bene consultare il medico. Esiste poi contro le Tbe anche il vaccino.

Il Corriere delle Alpi – 3 giugno 2014 

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