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Belluno. Zaia: Usl unica dal primo gennaio se i tempi di approvazione lo consentiranno. Il governatore conferma la riforma. I sindaci feltrini sulle barricate: faremo di tutto per opporci

«Se i tempi di approvazione lo consentiranno, siamo pronti a partire dal primo gennaio. Le critiche? Gli stessi che ora si oppongono alla fusione, nel 2012 attaccavano il piano socio-sanitario che ora invocano come la soluzione migliore». Il governatore Luca Zaia, arrivato a Belluno per l’inaugurazione della nuova area materno-infantile dell’ospedale «San Martino», spinge l’acceleratore sulla riforma della sanità veneta, che tra le Dolomiti porterebbe alla creazione di un’unica Usl provinciale.

«Questo non modifica minimamente la quantità e la qualità dei servizi offerti alla gente – ha commentato Zaia – ma ci permette economie di scala preziose in un momento nel quale bisogna fronteggiare i tagli indiscriminati che il governo sta calando anche in Regioni, come il Veneto, che hanno già raschiato il fondo del barile».

E alle preoccupazioni dei sindaci che vedono nella fusione delle due Usl provinciali l’inizio del depotenziamento dell’ospedale di Feltre, ha risposto così: «Non esiste qui da noi una sanità di Serie A e una di Serie B. Sulle strutture del Bellunese abbiamo mantenuto la promessa: nessuna chiusura. Gli allarmi erano privi di fondamento o, peggio, erano una speculazione elettorale sulle paure della gente».

Nei municipi feltrini, però, cova preoccupazione. «Né io né gli altri sindaci eravamo contro il piano socio-sanitario, che prevedeva due Usl – ha spiegato il primo cittadino di Feltre, Paolo Perenzin, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 2 – Sapevamo dall’inizio che la Regione sarebbe andata avanti con la riforma della sanità, ma faremo comunque tutto il possibile per mantenere l’autonomia delle due aziende socio-sanitarie bellunesi». Sulle barricate anche il sindaco di Cesiomaggiore Michele Balen, assessore alla Sanità dell’Unione montana «Feltrina».

Ha commentato: «L’idea di andare avanti nonostante le molte opposizioni, per la Regione, non è né democratico né lungimirante. Oggi ad opporsi alle unificazioni sono tutte le Conferenze dei sindaci venete, Federsanità, Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Veneto e anche l’associazionismo. Si tenga conto della voce del territorio, la riforma è centralista e danneggerà il sistema sanitario».

Per coinvolgere la popolazione, i sindaci feltrini hanno avviato una campagna informativa sui possibili effetti della fusione tra le Usl bellunesi, ottenendo la collaborazione di Ana (Associazione nazionale alpini) e Donatori di sangue.

Andrea Zucco – Il Corriere del Veneto – 24 novembre 2015

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