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Bigon (PD): “Più fondi alle Ulss per pagare gli straordinari del personale sanitario. È una questione di dignità e il solo modo per smaltire le liste di attesa”

“La Regione aumenti i fondi alle Aziende sociosanitarie per pagare gli straordinari del personale: quanto accaduto nell’Ulss Polesana, ma anche in quella Euganea la situazione sarebbe analoga, è inaccettabile. Non possono essere retribuiti con una cifra forfettaria tanto bassa, decisa in modo unilaterale, chi in tutto il 2020 ha fatto centinaia di ore extra. È una questione di dignità del lavoro e di rispetto dei contratti, oltre ad essere un autogol clamoroso: non si argina così la fuga dei professionisti verso il privato o in altre Regioni, né si può pensare di recuperare le lunghe liste di attesa”. È quanto afferma Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini. “I sindacati già a giugno avevano scritto alla Regione evidenziando come i fondi fossero insufficienti e infatti sono terminati”.
“Tuttavia – aggiunge – la proposta di pagare appena il 5,83% delle 30mila ore di straordinario effettuate nel 2020, come accaduto nell’Ulss 5, si commenta da sola, è semplicemente irricevibile. La sanità pubblica per essere messa in sicurezza e rilanciata non può prescindere dalle condizioni di lavoro dei professionisti che ci lavorano. In questo anno e mezzo di pandemia hanno fatto sforzi incredibili per  garantire il diritto alla salute ed è merito loro se il Veneto nella prima ondata ha retto meglio che altrove. Ricompensarli con le briciole è una scelta ingiusta, sbagliata e controproducente”.

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