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Bilancio lupi, salgano a 158 i capi uccisi nel Veronese. Sono invece stabili nella zona Trentina. I dati di Life WolfAlps a cinque anni dall’applicazione

Per il 2017 la Regione ha determinato in 136.200 euro gli indennizzi agli allevatori per le predazioni subite a causa del lupo. In totale in Veneto ci sono state 361 uccisioni causate da lupi o canidi, ma il dato regionale non è definitivo perché sono esaustivi solo i numeri arrivati dalla Lessinia, mentre quelli di altre zone si basano sulle istanze di indennizzo pervenute agli uffici regionali ed è presumibile che siano calcolati per difetto. La maggior concentrazione di predazioni e uccisioni è stata comunque nella Lessinia veronese con 98 episodi predatori (più uno in quella vicentina, nel Comune di Crespadoro), nei quali sono rimasti vittime ben 158 animali da allevamento (142 uccisi e 16 feriti o soppressi in seguito). Di tutti, 87 erano bovini, 14 equini, 47 ovini e 10 caprini. Nella porzione di Lessinia trentina, gli eventi predatori nell’ultimo anno sono stati invece 9, con altrettante vittime, tutti bovini. Le predazioni sono iniziate l’8 gennaio e hanno continuato fino al 23 dicembre con picchi concentrati nei mesi dell’alpeggio, da giugno a ottobre. Per il Veronese c’è stato un crescendo impressionante dal 2002 (con 17 vittime) alle 158 dell’anno appena concluso, dato che invece nella Lessinia trentina è stabile per numero di eventi (tra i 7 e i 12) e in calo per capi predati, quando nel 2012 non c’era stata ancora nessuna vittima e solo 9 lo scorso anno, rispetto alle 22 del 2016.

LIFE WOLFALPS

Intanto si chiude con il 2018 il quinquennio del progetto Life WolfAlps, che ha preso avvio nel 2013 e ha coinvolto 12 enti come cofinanziatori e beneficiari, tra cui la Regione Veneto e il Parco delle Alpi Marittime come coordinatore. Il progetto ha investito sei milioni di euro per coordinare le azioni sull’arco alpino in difesa della biodiversità e per la conservazione del lupo. Tra gli obiettivi di Life WolfAlps ci sono l’individuazione e la promozione di strategie funzionali ad assicurare una convivenza stabile tra il lupo e le attività economiche tradizionali, sia nei territori dove il predatore è già presente da tempo, sia nelle zone di ricolonizzazione. Nel quinquennio il Veneto ha beneficiato di 430 mila euro di finanziamento comunitario, a fronte di un cofinanziamento regionale di 130 mila euro, che si aggiungono ai già citati 136 mila destinati a chi ha subito danni, indennizzi garantiti con fondi propri di bilancio regionale.

PREVEZIONE

Con i fondi comunitari del progetto sono invece state finanziate attività di sensibilizzazione, informazione e monitoraggio, azioni anti bracconaggio e strategie di controllo per evitare l’ibridazione lupo-cane, nonché misure di prevenzione degli attacchi del lupo sugli animali domestici, come il posizionamento di recinti elettrici e di strumenti di dissuasione e la fornitura di cani da guardiania selezionati e adeguatamente addestrati. Arrivati in due tornate, sono 13 i cani pastore maremmani – abruzzesi ceduti gratuitamente dalla Regione per la difesa del gregge a sette aziende zootecniche nelle province di Belluno, Treviso, Verona e Vicenza: nel Veronese ne hanno beneficiato gli allevatori Emanuele Camponogara di Bolca di Vestenanova e Lorenzo Erbisti di Roverè. Ai cani da guardiania è assicurata per tutto il 2018 la fornitura trimestrale di un quantitativo sufficiente per la razione giornaliera di crocchette di prima qualità, offerte da Almo Nature, azienda leader nel settore dell’alimentazione degli animali, sponsor del progetto Life WolfAlps. Per lo stesso periodo la veterinaria Silvia Dalmasso, su incarico della Regione Veneto, si assicura della buona salute e del benessere dei cuccioli e ne verifica il grado di socializzazione con pecore e pastori, fornendo agli allevatori indicazioni utili a proseguire il corretto percorso di addestramento dell’animale.

L’Arena – Vittorio Zambaldo – 21 gennaio 2018

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