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Biodiversità: patto tra Expo2015 e SlowFood. Ecco i contenuti di un’alleanza strategica

Per lottare contro la fame e far scoprire nuove forme di consumo alimentare contro la malnutrizione. Aumentare la consapevolezza sul ruolo della biodiversità per la lotta alla fame nel mondo e far scoprire nuove forme di consumo alimentare contro la malnutrizione. È questo l’obiettivo della partecipazione a Expo 2015 di Slow Food, annunciata ieri a Milano, a Palazzo Marino. Slow Food sarà presente con uno spazio interamente dedicato alla biodiversità: un’area ideata come un itinerario a tappe, attraverso le quali spiegare ai visitatori perché la biodiversità è importante e perché oggi corre dei rischi.

Un percorso che confluirà nel Teatro del gusto, un’area di circa 3.500 metri quadrati con un grande albero al centro, dove produttori e allevatori racconteranno il loro mestiere, con dimostrazioni dal vivo e degustazione dei prodotti, e dove sarà possibile interagire con i rappresentanti di Slow Food per capire il ruolo della biodiversità agroalimentare, convincersi di adottare nuove abitudini di consumo.

«La biodiversità – ha spiega il presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese – insieme all’educazione al gusto, è un pilastro dell’attività che svolgiamo in tutto il mondo attraverso l’Arca del gusto, con i cataloghi delle specie vegetali e delle razze animali a rischio di estinzione da cui sono nati i Presidi Slow Food e la creazione della grande rete di Terra Madre. Una comunità di piccoli produttori e operatori della filiera alimentare che vogliono tutelare l’agricoltura, la pesca e l’allevamento attraverso la promozione di metodi sostenibili: fino a oggi ha accolto 1.300 prodotti di oltre 70 Paesi. E punta ad arrivare a 10mila segnalazioni entro i prossimi quattro anni».

Per il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, Terra Madre costituisce il gioiello più prezioso per garantire una qualificata presenza a un appuntamento strategico per il Paese. Petrini era stato uno dei padri nobili di Expo Milano 2015, collaborando all’ideazione del Masterplan; poi però se ne erano perse le tracce. «Ma non ho sbattuto la porta, mi sono trovato fuori» ha ammesso il guru. Un riavvicinamento, dopo le critiche agli organizzatori per l’abbandono del progetto dell’orto planetario, frutto della «possibilità di poter sviluppare i nostri argomenti e di una nuova sensibilità di Expo e della città di Milano. È mutato il quadro e troviamo un’attenzione che fino a tre anni fa era molto meno forte».

Il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, non ha nascosto la propria soddisfazione per il ritorno di Slow Food. «È stato un lavoro lungo – ha ammesso il top manager – ma, avendo dimostrato che alla biodiversità crediamo davvero, li abbiamo convinti».

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