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Biologico: pubblicato il decreto Mipaaf sulle non conformità. Le misure che gli organismi di controllo devono applicare

gazzetta UE’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale n. 15692 del 20 dicembre 2013 che elenca una serie di “non conformità” nelle produzioni bio e le conseguenti azioni che gli Organismi di Controllo sono tenuti ad attuare nei confronti degli operatori in questi casi. Il DM recepisce il regolamento di esecuzione (UE) n. 392/2013, entrato in vigore il 1 gennaio, che ha modificato il regolamento (CE) 889/08 riguardo il sistema di controllo per la produzione biologica.Il Reg. (UE)392/2013 prevede infatti che le autorità competenti debbano adottare e comunicare agli organismi cui sono stati delegati compiti di controllo, un elenco delle infrazioni e delle irregolarità riguardanti la qualificazione biologica dei prodotti e le corrispondenti misure da applicare – qualora le constatino – agli operatori attivi nella produzione biologica soggetti al loro controllo.

Il decreto Mipaaf  definisce innanzitutto il concetto di non conformità che consiste  nel  mancato   rispetto   delle disposizioni normative. E’ determinata  da   comportamenti   e/o negligenze  compiuti  dall’operatore  biologico  o  da   eventi   non direttamente imputabili allo stesso. Le non conformita’ si distinguono in inosservanze, irregolarita’ ed infrazioni:

A) Inosservanza. Si configura come un’inadempienza lieve che  non compromette la conformita’ del processo di produzione e/o il  sistema di auto-controllo sul  metodo  di  produzione  o  la  gestione  della documentazione aziendale e si  caratterizza  per  non  avere  effetti prolungati nel tempo e non determinare variazioni  sostanziali  dello «status»  aziendale  e/o  di  conformita’   dei   prodotti   e/o di affidabilita’ dell’operatore. Comporta l’applicazione, da parte dell’Organismo di Controllo di una diffida.

B) Irregolarità. Inadempienza che compromette la qualificazione dei prodotti, ma non la conformita’ del processo di produzione e/o il sistema di auto-controllo sul metodo di produzione  o  la  gestione  della  documentazione  aziendale  e si caratterizza per  non  avere  effetti  prolungati  nel  tempo  e  non determinare variazioni sostanziali dello «status» aziendale. Le irregolarita’ comportano   l’applicazione, da parte dell’Organismo di Controllo della soppressione delle indicazioni biologiche, ossia il divieto per l’operatore di riportare le indicazioni  relative  al  metodo  di produzione  biologica nell’etichettatura   e nella pubblicita’ dell’intera partita o dell’intero ciclo di produzione in cui e’ stata riscontrata l’irregolarita’.

C) Infrazione. Si configura come un’inadempienza di  carattere sostanziale che compromette la conformita’ del processo di produzione e/o il sistema di  auto-controllo  sul  metodo  di  produzione o la gestione della documentazione aziendale o il rispetto degli  obblighi contrattuali assunti nei confronti degli Organismi di Controllo.Si caratterizza  per  avere  effetti  prolungati  tali  da   determinare variazioni sostanziali dello «status» aziendale  e/o  di  conformita’ dei prodotti e/o di affidabilita’ dell’operatore. Le infrazioni comportano l’applicazione, da parte dell’Organismo di Controllo della  sospensione della certificazione (che può riguardare una o più attività, una o più unità produttive o l’intera azienda a seconda dei casi) o dell’esclusione dell’operatore dal sistema  di controllo. L’esclusione comporta il  ritiro  del  documento giustificativo  da  parte dell’Organismo  di  Controllo e l’avvio della procedura di cancellazione dall’elenco degli  operatori biologici. L’esclusione può comportare anche la soppressione delle indicazioni di prodotti gia’ immessi sul mercato.

Il Decreto Ministeriale riporta poi le modalità di ritorno in conversione, le modalità e i termini di gestione della non conformità, le aree di non conformità e le relative misure che l’Organismo di Controllo è tenuto ad adottare e le modalità di comunicazione delle non conformità. Inoltre vengono illustrati gli obblighi da parte degli Organismi di Controllo di prevedere la soppressione cautelativa nei casi di non conformità e le misure da adottare nei casi di mancato adempimento o di reiterazione. Infine, vengono indicate le modalità per la presentazione del ricorso da parte dell’operatore  e  per gli accertamenti da parte degli organi ufficiali di controllo.

Sicurezza Alimentare Coldiretti – 13 febbraio 2014 

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