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Bitonci: «Così rifarò l’ospedale di Padova» No ai project: «Non mi fido, meglio a stralci. E spendo meno»

Se, dopo lo stop alle procedure per la realizzazione del nuovo ospedale di Padova deciso dalla Regione, il sindaco Massimo Bitonci ha chiesto alla giunta Zaia la cifra precisa di 300 milioni per ristrutturare l’esistente, è perchè ha sviluppato un suo progetto di massima. Niente a che vedere con quello depositato in Regione due anni e mezzo fa dall’allora direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Adriano Cestrone, che aveva preventivato 700 milioni di spesa da dilazionare in dieci anni.

«Abbiamo chiesto alla Regione di impiegare, inizialmente, almeno 300 milioni di euro per un progetto a stralci, indispensabile a mantenere il servizio e, contemporaneamente, a procedere con restauri e ampliamenti», spiega il primo cittadino.

Sindaco, ha visitato il polo di via Giustiniani? Ha visto la mancanza di spazi, la dispersione di soldi e tempo indotta dal quotidiano trasferimento tra i vari padiglioni di pazienti, personale e materiale? Come lo affronterà?

«L’ospedale lo conosco come tutti i padovani. Attualmente per certi aspetti è dispersivo, ma con il piano che ho in mente questo problema si risolverà. Il mio progetto prevede l’unificazione in una sola area di Monoblocco, Policlinico e Istituto oncologico veneto. Rimane il problema del traffico, per il quale stiamo approntando un piano di viabilità alternativa, una sorta di bretella esterna alla cinta muraria, che libererà dal traffico via Gattamelata e via Giustiniani. Stiamo anche studiando una soluzione per il nodo parcheggi, che avranno una doppia funzione: servire sia il polo ospedaliero sia la città, stante la contiguità con il centro storico».

Ha intenzione di affidare il progetto di restyling ai tecnici dell’Azienda ospedaliera, anche per contrarre i costi, o perseguirà la via della gara d’appalto?

«Parlerò con i responsabili dell’Azienda ospedaliera per verificare l’eventuale possibilità di affidare la progettazione ai loro tecnici».

Già in campagna elettorale lei aveva annunciato l’intenzione di procedere con il rifacimento del complesso esistente e di abbandonare l’opzione di edificarne uno nuovo. Le motivazioni a sostegno della sua tesi, che sembra piacere a molti padovani ma anche ai baroni universitari, sono politiche o tecniche?

«La motivazione è una sola: Padova merita un ospedale eccellente e funzionale lì dove è attualmente».

Non la convince lo strumento del project financing, non ritiene opportuno spendere 650 milioni di euro in tempi di spending review, non le piace l’area scelta di Padova ovest, per bonificare la quale il Comune dovrebbe spendere 110 milioni stando alla relazione dei tecnici della Regione, o ci sono altri motivi?

«Abbiamo visto anche di recente che rischio comporta il project financing. Sono contrario a questa forma di finanziamento perché si tradurrebbe in una promessa non mantenuta e io, a differenza della precedente amministrazione, non prometto cose che poi non sono in grado di fare. Realizzare un nuovo ospedale ha costi elevatissimi che, soprattutto in tempi di spending review, non possiamo affrontare».

Come giudica l’idea avanzata da alcuni accademici di accorpare in via Orus tutti i laboratori in modo da creare, senza doverlo costruire ex novo, il famoso campus per la ricerca?

«Mi sembra una buona idea. Via Orus tra l’altro è provvista anche di un parcheggio con molti posti auto».

Padova ovest è tutta dei privati (Pam, gruppo Cestaro e Alì soprattutto). E’ noto che Marcello Cestaro vorrebbe costruirci un centro commerciale e i tifosi del Calcio Padova, che confidano nell’aiuto del Comune per non veder sparire la società, sperano che si possa autorizzarlo in cambio di un appoggio economico dello stesso Cestaro al Padova. E’ un’ipotesi percorribile?

«Non ho avuto alcun richiesta in questo senso, nonostante quanto erroneamente scritto da alcuni giornali. In campagna elettorale ho detto che difenderò il commercio di vicinato. Manterrò le promesse».

In caso contrario cosa potrebbe sorgere a Padova ovest?

«In questo momento Padova ovest non è una priorità. Vedremo nel tempo che idee o proposte si presenteranno».

Tre giorni giorni fa lei ha detto che avrebbe sentito il governatore Luca Zaia per chiedere alla Regione di finanziare il restauro del polo di via Giustiniani. Vi siete già confrontati?

«Certo e siamo in perfetta sintonia. Lo stop alla dichiarazione di pubblico interesse deciso dalla Regione sull’area di Padova ovest (che mette fine all’iter per la realizzazione del nuovo ospedale, ndr) rappresenta un’ulteriore vittoria politica della mia squadra. Che da sempre sostiene e sosterrà l’inopportunità della costruzione di un nuovo plesso in project financing».

Michela Nicolussi Moro – Il Corriere del Veneto – 4 luglio 2014 

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