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Blocco contratti e retribuzioni pubblico impiego, Fvm chiede un incontro al ministro D’Alia

Fvm, insieme alle altre organizzazioni sindacali della dirigenza del Sssn, chiede un incontro al Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, su alcune questioni correlate alla estensione al 2014 del blocco dei contratti di lavoro e dei trattamenti economici del pubblico impiego e al DL 101/2013, il cui iter di conversione è iniziato in Parlamento.

il testo della lettera dell’Intersindacale

Illustre Sig. Ministro,

con la presente le sottoscritte OO.SS. rappresentative della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria sono a chiederLe un incontro su alcune questioni correlate alla estensione al 2014 del blocco dei contratti di lavoro e dei trattamenti economici del pubblico impiego e del DL 101/2013, il cui iter di conversione è iniziato in Parlamento.

Il DPCM infatti, mentre dispone la proroga del blocco del CCNL, sulla quale confermiamo la nostra ferma opposizione per i motivi già esplicitati più volte ed ai quali rinviamo, non esclude la possibilità di iniziare la contrattazione sui soli aspetti normativi. Questo però presuppone preliminarmente la definizione di due questioni:

1) La definizione delle aree contrattuali e, per quel che ci riguarda, l’identificazione di una specifica area della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria del SSN, che come Lei ben sa ha una sua specifica peculiarità, riconosciuta anche dal 165/2001 e s.m.i.;

2) Una chiarezza sulla costituzione e la effettiva e concreta possibilità di utilizzo dei fondi contrattuali aziendali per accompagnare la dinamica contrattuale e le innovazioni organizzative necessarie.

Il DL 101, per parte sua, recepisce la specificità del settore rinviando ad un successivo DPCM le modalità di applicazione delle norme di cui all’art. 4, senza però tener conto di alcuni fattori, quali il tetto al turn over nelle regioni con piani di rientro e la presenza di migliaia di contratti “atipici”, che allo stato attuale della norma resterebbero esclusi. Inoltre, il rinvio ad un DPCM allunga i tempi di un provvedimento che riguarda principalmente colleghi che lavorano nei servizi di emergenza, dove anche per garantire la sicurezza delle cure, occorre agire in tempi rapidi.

18 settembre 2013

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