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Blocco delibera da 46milioni. Sanità privata, sciopero vicino

Sanità privata, si va verso lo sciopero. Cgil, Cisl e Uil, ieri dopo le due assemblee con duecento dipendenti di Villa Salus e Policlinico San Marco, hanno approvato un ordine del giorno che proclama lo stato di agitazione nelle due strutture a rischio per i tagli della Regione e chiedono la convocazione della procedura davanti al prefetto che porterà ad un confronto con aziende, Asl 12 e Regione.

Con la minaccia di uno sciopero entro il 29 maggio, dicono i sindacalisti Dario De Rossi,Francesco Menegazzi e Paolo Lubiato. Scatta il pressing, insomma, sulla Regione di Zaia e Coletto. Voci indicano in martedì prossimo la data della firma della delibera che dovrebbe sbloccare il pagamento dei 46 milioni di euro che servono per gli stipendi. «Ma i lavoratori oramai si fidano poco», dicono Cgil, Cisl e Uil che nel documento diffidano i vertici delle due strutture a procedere a tagli del personale, criticano la Regione per i ritardi e annunciano che la protesta sarà portata anche al Fatebenefratelli e al San Camillo mentre Lubiato (Cgil) critica il Comune: «Stigmatizzo il silenzio del sindaco Orsoni in tutta questa vicenda». Nel frattempo anche la città si mobilita. Parte una petizione popolare. «Servono almeno 20 mila firme per salvare Villa Salus e Policlinico» dice Franco Conte del Codacons con le associazioni Anffas, Avuls, Humanitas Venezia, Lega italiana per la lotta ai tumori. Dopo la battaglia per l’hospice, non ancora attivato, le associazioni invitano la gente a firmare per salvare le due strutture, i 900 dipendenti e tutelare il «diritto a curarsi sul territorio senza essere costretti a rivolgersi a strutture fuori azienda Ulss, anche di altre regioni, con disagi e costi aggiuntivi» e scongiurando «l’aggravamento dei tempi di attesa, già molto lunghi per visite, esami e interventi». Hanno già firmato il consigliere Centanini, il presidente della Municipalità Venturini, il capogruppo Pd Borghello, e altri consiglieri tra cui Renato Boraso (Civica Impegno) che ieri ha minacciato un ricorso al Tar nel caso la Regione confermi i tagli dei fondi per le strutture della sanità privata. «E’ anche il tempo che chi commette simili errori paghi», spiega Conte. «La politica veneziana,tutta, al di là dei partiti, si impegni per una vera azione di lobbie sana in difesa della sanità della nostra città», ha detto Boraso.

La Nuova Venezia – 10 maggio 2012

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