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Blocco turn over. Fazio: possibili eccezioni per alcune categorie

Alcune categorie di professionisti, ad esempio nell’ambito dell’emergenza-urgenza e della non autosufficienza, potrebbero essere escluse dal blocco del turn over.

Lo ha annunciato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo stamani al Sanit, in corso a Roma. Fazio ha spiegato di “non poter dare alcuna garanzia”, ma “è in corso una trattativa con il ministero dell’Economia”.

Pur “criticabile da un punto di vista concettuale”, il blocco del turn over è stato “assolutamente necessario per i conti pubblici” permettendo di “fermare la progressiva deriva di disavanzo finanziario delle Regioni” e di “ottenere, nell’ultimo anno, un risparmio di quasi 2 miliardi di euro rispetto al tendenziale, come certificato dalla Corte dei Conti”. Ad affermarlo è stato stamani il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo a un convegno promosso dall’Ispasvi e organizzato nell’ambito del Sanit, la kermesse sulla sanità in corso a Roma.

Tuttavia questi risparmi, ha aggiunto Fazio, “non possono avvenire a discapito della sanità”. Per questo il ministro ha annunciato che è in corso “una trattativa con l’Economia su cui non posso dare alcuna garanzia, ma che si prefigge di trovare delle eccezioni al blocco del turn over almeno per alcune categorie, come nell’ambito dell’emergenza-urgenza e della gestione della non autosufficienza”.

Ma non solo. Secondo Fazio una grande opportunità occupazionale per gli infermieri si sta aprendo anche nelle farmacie, con la nascita della farmacia dei servizi. “L’apertura verso l’assistenza socio-sanitaria in farmacia creerà sicuramente un’importante nicchia di attività nel privato, ma collegato con il pubblico, che sarà discussa nell’ambito del tavolo di lavoro sul nuovo contratto delle farmacie”.

L’importanza ricoperta dai nuovi servizi in farmacia e dalle nuove forme assistenziali socio-sanitarie previste sul territorio sono state ribadite da Fazio anche nel corso di un altro convegno organizzato al Sanit, quello di Federanziani. “Gli anziani – ha spiegato il ministro – hanno oltre il 50% di possibilità di avere malattie croniche. Patologie che non possiamo curare in ospedale in quanto non è giusto sottoporre gli anziani a continui re-ricoveri. Questi pazienti vanno assistiti sul territorio”.

Fazio ha spiegato che nell’ambito delle iniziative italiane ed europee rivolte alla Salute degli anziani, il ministero della Salute ha aperto un importante confronto con i rappresentanti socio sanitari delle regioni per stringere rapporti sempre più forti tra sanità e sociale. “Serve l’integrazione ospedale territorio”, ha osservato Fazio citando, ad esempio, la necessità di “potenziare l’Adi e i centri diurni per anziani con disabilità, ma anche la prevenzione e l’emergenza urgenza. Sono tanti gli anziani in coda nei Pronto soccorsi. Per questo – ha spiegato il ministro – stiamo avviando riforma affinché codici bianchi e verdi siano spostati sul territorio in ambulatori gestiti dai medici di medicina generale. In quest’ottica abbiamo avviato, in quattro Regioni, il progetto sperimentale ‘Codice argento’ per individuare percorsi privilegiati per l’anziano fragile, che sarà affiancato da un case manager che lo seguirà dal Ps al ricovero, fino al suo reinserimento nel territorio”.

A preoccupare Federanziani è anche l’accesso ai farmaci. “Negli ultimi tempi curarsi è diventato un lusso”, ha affermato Roberto Messina, presidente di Federanziani. “Gli anziani consumano il 63,2% del totale dei farmaci consumati in Italia e ogni anno spendono quasi 5 miliardi in contanti per acquistare i farmaci”, ha spiegato. Il fatturato dell’industria farmaceutica in Italia, infatti, “supera di poco i 19 miliardi, ma solo 11 miliardi sono a carico del Ssn. Cinque miliardi degli 8 restanti sono, appunto, a carico degli anziani. E anche di quegli 11 miliardi a carico del Ssn, almeno 600 milioni di euro sono in realtà a nostro carico, tra ticket, aumenti o acquisti senza ricetta”, ha aggiunto Messina denunciando, inoltre, “certe discriminazioni per fasce di età” che vedono gli anziani esclusi dall’accesso ai farmaci innovativi.

Il componente del Comitato di presidenza di Farmindustria, Pierluigi Antonelli, ha comunque ricordato che “dal 1951 ad oggi, ogni quattro mesi l’aspettativa di vita cresce di un mese e il 40% di questo incremento è proprio legato ai farmaci”. E quelli che si sono guadagnati sono “anni in buona salute”, tanto che il “attualmente, in Italia, il 23% degli over65 si dichiara in buona salute rispetto al 19% del 1999. Un progresso che ha interessato più di un milione di persone”.

Il rappresentante di Farmindustria ha spiegato che l’impegno delle imprese del farmaco nei confronti degli anziani è oggi rivolto soprattutto alle terapie per le cronicità perché “la possibilità di soffrire di malattie croniche – ha spiegato Antonelli – è correlata all’età, quindi la quota di popolazione che ne soffre è destinata a crescere con il fenomeno dell’invecchiamento”.

Antonelli ha infine assicurato l’impegno delle industrie farmaceutiche per scongiurare il rischio di errori di assunzione dei farmaci causati dai cosiddetti Lasa (Look Alike, Sound Alike), cioè farmaci che è facile confondere perché hanno confezioni o nomi simili ad altri farmaci con indicazioni diverse. “Gli anziani incorrono in questi errori con più facilità, ma Farmindustria lavorerà e collaborare con tutti gli organi competenti in materia per trovare la soluzione migliore a questo problema”.

Quiotidianosanita.it – 16 giugno 2011

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