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Blue Tongue, il Minsalute modifica di nuovo le zone di restrizione per prevenire l’ulteriore diffusione nei territori del Nord Italia

La Direzione Generale della Sanità Animale ha diffuso la modifica del dispositivo dirigenziale inerente l’aggiornamento delle zone in restrizione che si è resa necessaria perché è stata rilevata una sieroconversione per Blue tongue da sierotipo BTV1 in un’azienda della Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna. Vengono istituite ulteriori zone di restrizione per BTV1 comprendenti le Province di Prato, Forlì Cesena e Rimini, al fine di prevenire una ulteriore diffusione della malattia verso i territori settentrionali nonché tenuto conto dell’analisi del rischio.

Ai nuovi territori inseriti nell’Allegato A del provvedimento in commento – che sostituisce l’allegato A del Dispositivo prot. n. 5662 del 14 marzo 2014 e successive modifiche ed integrazioni – si applicano le disposizioni previste dal provvedimento prot. n. 13271 del 24 giugno 2014.

Blue tongue  diagnosticata alla bovina di un allevamento. Tutta la provincia ravennate è stata inserita nelle zone soggette a restrizione

Una mucca in un allevamento tra Cervia e Ravenna è stata trovata positiva alla cosiddetta Lingua blu, o Bluetongue, una febbre catarrale degli ovini da sierotipo BTV1. Per questo motivo il ministero della Salute ha dichiarato i comuni di Ravenna e Cervia infetti e ha inserito tutta la provincia nell’elenco delle zone soggette a restrizione, con oltre 13mila animali tra bovini e ovini coinvolti che dovranno restare in quarantena per circa due anni.

Il nome della malattia – spiegano dall’Ausl – deriva «dalla cianosi della mucosa linguale osservata negli animali colpiti in modo più grave e può manifestarsi con imponenti sintomi clinici, fino alla morte, negli animali delle specie ovina e caprina. I bovini infetti, invece, di solito non hanno sintomi, ma sono un serbatoio del virus».

La malattia, trasmessa da insetti vettori, non è pericolosa per l’uomo e costituisce quindi un problema solo per la zootecnia. L’inserimento in zona soggetta a restrizione dell’intera provincia comporta infatti forti limitazioni alla movimentazione in uscita, sia da vita che da macello, degli animali di specie sensibili.

L’Ausl invita quindi gli allevatori di bovini, bufalini, ovini e caprini a contattare il Servizio Veterinario per verificare la possibilità di spedire gli animali e le condizioni alle quali può avvenire la movimentazione

Il comunicato dell’Ausl di Ravenna

27 novembre 2014 

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