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Blue tongue, l’emergenza si allarga. Salgono a 80 i casi confermati in Veneto. Cinque nuovi focolai in bovini nel Vicentino. Il Feltrino e il territorio dell’Ulss 8 di Asolo i più colpiti

Si allarga ancora l’emergenza per la malattia della lingua blu su ovini, caprini e bovini. Tre nuovi focolai – ovvero allevamenti, mandrie o greggi in cui è stato riscontrato il virus almeno su un animale – sono stati censiti nel Bellunese dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, portando cosi a 33 la conta degli “epicentri” della malattia che, ricordiamo, si trasmette attraverso un moscerino, non colpisce l’uomo e non danneggia la qualità di carni e latte.

Tra le province di Belluno, Treviso e Vicenza, i focolai sono saliti a 80. Martedì erano 72. L’impennata degli ultimi giorni è concentrata in particolare nel Vicentino dove sono stati confermati 5 focolai tra i bovini presenti nelle malghe. Nel Bellunese, invece, due i nuovi focolai che sono stati rilevati su bovini attualmente di stanza in malga a Lentiai ed a Seren del Grappa. La malattia della lingua blu è stata riscontrata anche su un allevamento di ovini nel territorio comunale di Feltre. È proprio il Feltrino, assieme all’Usi 8 di Asolo, la zona più colpita dal virus che porta alla morte pecore e capre, mentre sui bovini ha effetti meno dirompenti.

Dai primi casi di Alano esattamente un mese fa ad oggi, nell’area dell’Usi 2 di Feltre si sono contati 155 decessi di animali, soprattutto pecore ma anche capre. Le greggi di ovocaprini sono state passate al setaccio con oltre 23mila vaccini, ora si apre la partita per la vaccinazione dei bovini. La Regione provvederà ad acquistare e fornire alle Usi dosi gratuite per i bovini delle zone soggette “a restrizione” e renderà gratuito il rilascio da parte dei servizi veterinari del certificato obbligatorio per la movimentazione degli animali, che costerebbe 32,50 euro. Proprio sulla scia dell’emergenza lingua blu è stata sospesa l’autorizzazione di ogni manifestazione e iniziativa che preveda la movimentazione di ruminanti per le tradizionali desmontegade che celebrano il ritorno a valle degli animali dopo l’alpeggio estivo.

Il Corriere delle Alpi – 1 ottobre 2016 

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