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Blue Tongue, produttori contro Coletto. Cia e Confagricoltura criticano l’assessore regionale alla Sanità: «Subito i vaccini e anche per i bovini»

Blue Tongue: gli allevatori vogliono certezze. Quanto annunciato da Luca Coletto, assessore regionale della sanità, per il quale entro Natale arriveranno i vaccini per gli ovi-caprini ma nessuna decisione è ancora stata presa per i bovini, non ha rassicurato i produttori. «Speriamo si faccia chiarezza, visto quante cose sono state proclamate e poi disattese», afferma Michele Pedrini, vicepresidente di Cia Verona.

«La Regione, aveva assicurato che avrebbe comperato il vaccino e lo avrebbe dato gratis agli allevatori anche per i bovini. Così non è e nel frattempo nessuna delle nostre aziende sta vaccinando: una profilassi sanitaria, condotta dal pubblico», sostiene Pdrini, «ha senso solo se è fatta fino in fondo». Secondo Pedrini, la vicenda Blue Tongue sta creando problemi anche per il mercato dei vitelli. «Normalmente m questo periodo i prezzi sono bassi, perché c’è molta offerta e poca domanda», precisa, «ma l’epidemia ha aggravato la situazione perché siamo stati costretti a limitare la movimentazione nelle zone interessate dal virus. Paradossalmente è stato un bene che il virus si sia diffuso anche in Lombardia, perché il commercio dei vitelli è ripartito, ma resta il fatto che la situazione è stata gestita in maniera confusa». Per Sara Pasetto, presidente della sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Verona, «l’allarme ha portato ad aggravare i già pesanti carichi burocratici, rendendo necessari controlli e prelievi in molte stalle, e sui vaccini c’è stata una grandissima confusione. Gli annunci della Regione, che aveva promesso il rimborso, hanno portato alcuni allevatori a vaccinare i bovini, con esborsi di migliaia di euro che probabilmente non saranno ristorati e ora nessuno ci sta dicendo più nulla» sottolinea Pasetto.

«Siamo stati costretti a ridurre la circolazione solo nelle aree contaminate in Veneto, quando il nostro sbocco naturale è la Lombardia, e questo ci ha fatto perdere almeno il 30% di introiti». «Tra ottobre e novembre c’è stato, a causa delle restrizioni alla movimentazione, un grande sovraffollamento di vitelli da 15 a 40 giorni», dichiara il commerciante Adelino Martinelli, della Elevit di Monteforte. «Non riuscivamo a piazzare la merce e i prezzi sono letteralmente crollati. In provincia di Verona vengono movimentati circa 1.500 vitelli al mese e attualmente un vitello da 50 chili vale 85 euro», aggiunge. In questi giorni, su questo tema, si stanno susseguendo interventi critici da parte delle forze politiche in opposizione in Regione, secondo le quali d sarebbero ritardi e sono state date risposte non adeguate all’emergenza.

L’Arena – 16 dicembre 2016

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