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Bonus Irpef fino a 24mila euro. Per gli incapienti 380 euro in 8 mesi anticipati dal datore e poi recuperati in compensazione

 Il «credito» per i dipendenti a basso reddito sarà pieno fino a 4.100 euro di stipendio e scenderà gradualmente fino a zero a 8.200 euro. Un “credito” fino a 380 euro per i lavoratori dipendenti incapienti, vale a dire quelli che hanno redditi annuali fino a 8.200 e per i quali già le attuali detrazioni d’imposta azzerano completamente l’Irpef.

Questi lavoratori, ovviamente, non avrebbero alcun risparmio fiscale con l’aumento della detrazione Irpef. Ecco, allora, la soluzione alla quale sta lavorando il governo per non escludere dal bonus Irpef i dipendenti a basso reddito: un credito che sarà erogato mensilmente dal datore di lavoro. Il quale, successivamente, potrà recuperare in compensazione le somme “anticipate” al lavoratore.

Per gli altri contribuenti, quelli con redditi più elevati della cosiddetta no tax area (che verrebbe appunto elevata a circa 8.200, rispetto agli attuali 8.000), il bonus fiscale arriverà modificando il sistema delle detrazioni. L’attuale importo della detrazione Irpef, pari a 1.880 euro, sarà applicato in misura fissa per tutti coloro i quali guadagno fino a 24.000 euro. Che tradotto nelle buste paghe percepite da maggio a dicembre 2014 si tradurrebbe in un aumento anche più alto rispetto agli 80 euro annunciati fino a oggi dal governo.

Sarebbero queste le soluzioni più gettonate a Palazzo Chigi per allargare a circa 15 milioni di contribuenti Irpef la riduzione delle tasse. Un taglio del carico fiscale che, come ha annunciato lo stesso premier, Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Def (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), riguarderà anche i 4 milioni di lavoratori che tecnicamente rientrano nella categoria degli «incapienti». Ovvero quei lavoratori dipendenti con redditi bassi e spesso titolari di contratti flessibili e discontinui (ad esempio Cococo o Cocopro) che si vedono azzerare l’Irpef con l’applicazione della detrazione in misura fissa (1.880 euro) e l’applicazione dell’aliquota relativa al primo scaglione della curva Irpef (23%).

Per riconoscere un bonus fiscale anche a questi contribuenti si starebbe studiando l’introduzione di un credito decrescente per chi ha redditi fino a 8.200. Salvo ripensamenti delle prossime ore e legati soprattutto alle scelte che saranno approvate dal Governo venerdì 18 aprile, subito dopo il via libera delle Camere al Def, il bonus erogato agli incapienti verrebbe calcolato applicando una percentuale del 9% se il reddito non supera i 4.100 euro. In sostanza il lavoratore fiscalmente incapiente beneficerebbe di un “aumento” in busta paga di circa 380 euro in più da spalmare da maggio a dicembre, dunque circa 50 euro in più. Bonus di 380 euro che, un volta rapportato al reddito conseguito per chi guadagna più di 4.100 euro e meno di 8.200, diminuirà fino ad azzerarsi al tetto della nuova no tax area.

Oltre gli 8.200 la nuova curva Irpef che si starebbe ridisegnando prevede l’applicazione in misura fissa dell’attuale detrazione di 1.880 euro per chi guadagna fino a 24.000 euro annui. Rispetto all’attuale curva delle detrazioni, rivista con l’ultima legge di stabilità, i contribuenti al limite dei 24mila euro, che oggi guadagnano 1.500 euro al mese, potrebbero ottenere un guadagno di oltre 700 euro. Che, se spalmati nelle buste paga del 2014, vorrebbero dire anche oltre 87 euro in più al mese. La detrazione in misura fissa di 1.880 euro si ridurrà via via al crescere del reddito annuale per esaurire ogni possibile effetto, così come accade già dal 1? gennaio scorso, al raggiungimento dei 55mila euro di reddito annuale.

Come accennato, il credito riconosciuto ai lavoratori incapienti sarà erogato direttamente dai datori di lavoro che lo utilizzerà in compensazione all’atto del versamento delle ritenute operate sulle buste paga. Si punta a un credito massimo di 380 euro per i «contribuenti incapienti» che hanno redditi annuali fino a 8.200. A erogare il bonus sarà il datore di lavoro che poi recupererà in compensazione le somme erogate al dipendente

Il Sole 24 Ore – 10 aprile 2014

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