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Bonus mamme, il pasticcio dei 600 euro. Si presenta la richiesta ma la cifra (e il limite di reddito) può cambiare

Sarebbero 600 euro netti al mese per sei mesi. Ma potrebbero diventare meno, se i soldi non dovessero bastare. O potrebbero essere esclusi quelli che hanno un reddito superiore ad una certa soglia. Poi si vedrà, intanto state pronti con le domande (che però non si possono ancora presentare e non si sa nemmeno quali documenti servono). L’avevano chiamato il «voucher dimenticato», l’assegno per le donne che, finito il periodo di maternità obbligatoria, decidono di tornare al lavoro e con quei soldi possono pagare la baby sitter o l’asilo nido.

Dimenticato perché, lanciato in via sperimentale nel 2012 dal governo Monti, è stato utilizzato solo da 3 mila persone. Un clamoroso flop. Per questo, giusto un mese fa, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti aveva annunciato in Parlamento il rilancio della misura, rispondendo ad un’interrogazione di Renate Ghebard, del Südtiroler Volkspartei: raddoppio della cifra, da 300 a 600 euro netti al mese, ed estensione ai dipendenti pubblici, prima esclusi con pericolosa valanga di ricorsi in avvicinamento. Al di là delle buone intenzioni, però, l’operazione, per la quale ci sono 40 milioni di euro in due anni, rischia di complicare le cose ancora di più.

Dal giorno dell’annuncio, sono stati tanti i cittadini che hanno chiamato l’Inps per capire come presentare domanda. Nessuna informazione perché, prima di aprire il bando, è necessario che le parole di Poletti vengano tradotte in un decreto. Il decreto ora è stato firmato ma è ancora in attesa del visto della Corte dei conti, che ha 60 giorni per dare il parere. Fin qui il solito labirinto burocratico che separa gli annunci dalla vita reale delle persone. Ma oltre al problema dei tempi c’è il rebus della sostanza. Dice il decreto che le domande saranno accolte «secondo l’ordine di presentazione». Chi prima arriva meglio alloggia, senza precedenze legate al reddito o ad altri criteri. Ma forse no.

Dice l’articolo 3 dello stesso decreto che «in relazione all’andamento delle domande», con un successivo decreto «può essere indicato un valore massimo dell’Isee, l’indicatore delle situazione economica» o, «anche in via concomitante, rideterminata la misura del beneficio». Se le domande saranno tante, cioé, i 600 euro diventeranno meno e qualcuno potrebbe essere escluso. La certezza del diritto.Il decreto stabilisce anche che le domande vanno presentate entro il 31 dicembre. Considerato che il bando ancora non c’è e che difficilmente arriverà prima di 15 giorni, chi vuole partecipare alla gara per il voucher dimenticato dovrà tenersi pronto anche nei giorni di festa. In realtà la scadenza potrebbe essere rinviata. Almeno questo.

Lorenzo Salvia – Il Corriere dela Sera – 29 novembre 2014 

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