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Bonus mamme, la grande corsa. Vale 800 euro per ogni nascita. Per l’assegno in 36 ore sono arrivate all’Inps 27.692 domande

Pronti, partenza, via. Mamme ai blocchi di partenza per la richiesta del bonus da 800 euro per la nascita del figlio introdotto dalla legge di Bilancio per il 2017. L’altro ieri mattina l’Inps ha abbassato la bandiera a scacchi. E nel giro di poche ore sono arrivate migliaia di domande. Alle due del pomeriggio erano già poco meno di 28 mila: 27.692 per la precisione.

I fondi mobilitati per questa misura — fanno presente al ministero della Famiglia — sono comunque sufficienti a coprire 490 mila nascite (l’anno scorso i nuovi italiani sono stati 474 mila, minimo storico dal dopoguerra). Delle 27.692 domande presentate, 18.764 sono arrivate direttamente attraverso il sito dell’Inps, 8.023 tramite i patronati e 905 con l’utilizzo del contact center. Il 68% delle domande, quindi, sono state presentate senza intermediari. «Un risultato che ci soddisfa — dicono all’Inps — evidentemente la procedura informatica che abbiamo predisposto ha incoraggiato le mamme al fai da te. Il resto l’ha fatto una cultura digitale sempre più diffusa».

Entro il 18 maggio il bonus nido

Il bonus da 800 euro può essere richiesto già dal compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo). Oppure alla nascita del figlio o al momento dell’adozione o dell’affido. Purché tutto ciò avvenga nel corso del 2017. La domanda può essere presentata all’Inps via web (www.inps.it) tramite l’utilizzo di un Pin; chiamando il contact center al numero 803164, gratuito da telefono fisso, oppure al numero 06164164 per le chiamate da cellulare con tariffazione a carico dell’utente; per finire tramite i patronati.

Ora si attende l’operatività del bonus nido da mille euro l’anno per ogni figlio nato o adottato a partire dal primo gennaio 2016. Entro il 18 maggio l’Inps dovrà pubblicare sul sito le istruzioni operative per fare domanda.

Decreto per il fondo famiglia

Ma che ne è di un’altra misura voluta dal ministero della Famiglia guidato da Enrico Costa (Ncd) e inserita nell’ultima legge di Bilancio, il fondo di accesso al credito per le famiglie con nuovi nati? A breve sarà emanato un decreto del ministero della Famiglia di concerto con il ministero dell’Economia per stabilire le modalità di accesso ai fondi. A poter chiedere i prestiti agevolati saranno i genitori di bambini nati o adottati dal primo gennaio 2017 e comunque fino al compimento del terzo anno di età del bambino o entro tre anni dall’adozione. I finanziamenti ammessi non potranno avere una durata superiore a sette anni e un ammontare maggiore di 10 mila euro. Il decreto istituirà un fondo che garantirà al massimo il 50% del prestito. L’altro 50% sarà a rischio dei soggetti finanziatori che aderiranno al fondo. Sarà poi necessario individuare il gestore con del fondo tramite gara. E stabilire una convenzione con l’Abi. Le famiglie non dovranno presentare nessuna garanzia. Per quanto riguarda i tempi, l’operatività del fondo si avrà soltanto dopo l’estate.

I 50 milioni per i voucher

«Un passo per volta stiamo traducendo in misure concrete quanto inserito nella legge di Bilancio — va cauto il ministro della Famiglia Enrico Costa —. È chiaro che il percorso è articolato, ci sono tempi tecnici che è impossibile accorciare. Ma la strada è tracciata e soprattutto non si torna indietro. La legge di Bilancio è servita ad accendere il motore. La misura del “mamma domani” è strutturale, resterà una costante per il futuro».

Non sono strutturali, invece, i 50 milioni disponibili quest’anno per i voucher baby sitter (i 600 euro al mese per sei mesi a disposizione delle donne lavoratrici che rinunciano al congedo parentale pagato al 30% e tornano subito al lavoro). Anche se il finanziamento è stato più che raddoppiato: l’anno scorso erano 20 milioni.

Rita Querzé – Il Corriere della Sera – 7 maggio 2017

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