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Bossi: «Se epurano vado via» E Tosi: «Pazienza, sopravviveremo»

Giusto per stemperare i toni in vista del sabato di purghe in casa leghista, il vecchio leader Umberto Bossi ci ha messo il carico: «Se sarà così, vado via anch’io». E Flavio Tosi di rimando: «Pazienza, sopravviveremo».

Il fronte è duplice. Il consiglio nazionale della Lega Lombarda ha già chiesto le espulsioni dell’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni (già componente del «cerchio magico» bossiano) più altri 5; quello del Veneto si prepara a farlo domani sulla base di una lista di «ribelli», tra fischiatori di Pontida e contestatori della sede commissariata di Mestre, lista che il segretario Flavio Tosi sta mettendo a punto.

Ma contro le epurazioni dei lealisti si è messo di traverso l’ex Capo supremo: «Questi sono un po’ matti – ha detto il Senatur, riferendosi in particolare al caso Reguzzoni -. Alla fine non resterò neppure io se va avanti così».

La linea dura all’indomani delle contestazioni di Pontida era stata chiesta dal segretario federale Bobo Maroni. E anche su questo Bossi ha avuto da ridire. «Io non ho mai messo fuori nessuno dalla Lega – ha ricordato -, tranne chi si era venduto visibilmente». Venduti o meno, anche in Veneto il nuovo segretario maroniano Tosi si prepara a far votare dal consiglio nazionale di domani i provvedimenti disciplinari contro i «cattivi». In realtà è una nuova tornata di punizioni, dopo l’espulsione del consigliere regionale Santino Bozza e le 14 lettere di richiamo per le esternazioni su giornali e tivù già spedite un mese fa, anche al governatore Luca Zaia. Le punizioni stavolta dovrebbero riguardare chi ha impedito al presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, di prendere possesso della sede commissariata del Carroccio di Mestre, sia chi ha contestato con i fischi lo stesso Tosi a Pontida. «Spero prevalga il buonsenso» confida Giovanni Furlanetto, uno dei tre consiglieri regionali che domenica aveva esposto a Pontida uno striscione per chiedere subito un congresso in Veneto.

Quanto alle rimostranze di Bossi, come detto Tosi le ha liquidate in due parole: «Se va via la Lega sopravviverà. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. La Lega ha un suo segretario – ha aggiunto – una sua struttura e un progetto, ognuno può decidere di uscire».

Corriere del Veneto – 12 aprile 2013

 

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