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Brescia. Misteriosa strage in una stalla: 57 vacche stroncate nell’arco di due giorni. Sotto esame carcasse e mangimi, analisi affidate allo zooprofilattico

Una vigilia di Natale d’angoscia, dolore e incredulità: è quella vissuta da un allevatore di Centenaro di Lonato. L’apprensione ha cominciato a prendere forma tra il 20 e il 21 dicembre, quando quasi tutte le mucche della sua azienda agricola hanno iniziato a stare male e una dopo l’altra sono morte, a decine, nel volgere di un paio di giorni.

UNA NOTIZIA che questa settimana ha fatto il giro del basso Garda, tra «voci» frammentarie e allarmismi addirittura esagerati: al di là del grave danno riportato dall’azienda colpita, non risulta esserci alcun rischio ambientale nè il coinvolgimento di altri allevamenti, per quanto una delle possibili ipotesi possa essere quella, ancora tutta da accertare, di una contaminazione dei mangimi acquistati da una ditta esterna che rifornisce altre aziende.

Le autorità non hanno reso nota l’identità della stalla colpita, che si trova all’esterno dell’abitato di Centenaro.

IL BILANCIO è molto pesante: da quanto si è appreso sarebbero morti in tutto 57 capi tra le vacche adulte e la «rimonta» di manze e di vitelli, mentre sarebbero sopravvissute alla moria soltanto 6 bestie.

Dopo i primi capi caduti nella stalla, stando a quanto è stato possibile sapere, sarebbero state attivate le cure senza però riuscire a salvare gli animali, tanto che alcuni sarebbero stati abbattuti per alleviarne le ormai irreversibili sofferenze. L’allevamento bovino è stato quandi quasi completamente «cancellato»: è morto oltre il novanta per cento delle mucche – destinate principalmente alla produzione di latte – presente nell’azienda agricola, che ha riportato un danno diretto di almeno centomila euro, valore di mercato dei capi, oltre alla perdita della relativa produzione.

L’allarme, a quanto pare infondato, si era inizialmente diffuso anche nelle altre aziende agricole vicine. Questo perchè la ditta che fornisce i mangimi alla stalla colpita è una delle maggiori aziende bresciane, che rifornisce un gran numero di allevamenti in tutta la provincia. Ma per fortuna, se così si può dire, nessun’altra azienda ha avuto problemi, anche perchè non è per nulla accertato che a provocare il fenomeno siano stati i foraggi acquistati dall’esterno, piuttosto che quelli di produzione locale,

Di sicuro, in ogni caso, aspettando l’esito delle analisi, l’ipotesi di un mangime avariato o accidentalmente contaminato sembra la più plausibile.

PER SCOPRIRE i motivi di questa improvvisa moria bisognerà però attendere l’Epifania: il verdetto delle analisi effettuate sui capi morti è previsto per i giorni successivi alla Befana da parte dell’Istituto zooprofilattico di Brescia. In ogni caso, si tratta di un durissimo colpo per l’allevatore, che si ritrova con la stalla vuota e la necessità di ricominciare da zero.

BresciaOggi – 2 gennaio 2015 

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