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Brescia. Rebus Istituto Zooprofilattico: tutti contro tutti. Cda scaduto e risiko sulla nomina del nuovo direttore generale

di Pietro Gorlani. All’istituto Zooprofilattico di via Bianchi l’aria condizionata funziona bene. Ma il clima è comunque rovente. Surriscaldato dal risiko riguardante la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e del nuovo direttore generale, che le regioni Lombardia ed Emilia Romagna devono rinnovare nei prossimi giorni (sono scaduti da tempo).

La riconferma dell’emiliano Cinotti genera tensioni in Regione

Risiko che sta creando tensioni non da poco anche al Pirellone: parte della Lega è disposta ad accettare la riconferma dell’attuale direttore, scelto 8 anni fa dall’Emilia Romagna, in cambio di un presidente amico del Carroccio (che però ha meno peso decisionale). Scelta che non va giù a parte di Forza Italia e altri fette di maggioranza: vogliono un direttore lombardo. E stanno pressando il presidente Maroni affinché cambi idea. L’istituto, eccellenza nazionale nei controlli veterinari, della sicurezza alimentare ed oggi punto di riferimento per Expo, da otto anni è diretto dal professor Stefano Cinotti, indicato dalla regione Emilia Romagna nel 2007, in nome di quell’alternanza «politica» che soggiace alla gestione dell’ente, a scavalco tra le due regioni. La scelta del nuovo direttore generale dovrebbe oggi essere appannaggio della regione Lombardia. La giunta regionale, con una delibera del primo aprile, ha individuato un elenco di 13 candidati idonei a coprire questa carica. Una parte della Lega Nord avrebbe voluto come nuovo direttore generale Mario Colombo, professore alla facoltà di Agraria di Milano, che però è stato dichiarato «non idoneo» alla carica perché non ha sufficiente esperienza in ambito dirigenziale.

È scontro tra Lega e Forza Italia: l’Emila Romagna potrebbe approfittarne

L’opzione – sul tavolo del governatore Maroni – è quella di nominarlo presidente del nuovo consiglio di amministrazione, concedendo quindi un nuovo mandato a Cinotti. In questo caso però, il nuovo cda sarebbe sbilanciato a favore della regione Emilia, visto che il consigliere scelto dal ministero della Salute è casualmente emiliano. Fonti vicine alla presidenza regionale parlano di clima molto teso: parte di forza Forza Italia e l’assessore alla Sanità Mario Mantovani stanno spingendo per Piero Frazzi, attuale dirigente dell’unità operativa veterinaria della Lombardia. Un nome che altri consiglieri bresciani preferirebbero a quello di Cinotti. Al momento non sembrano avere chance di elezione i cinque bresciani in lizza, tra i quali spiccano i nomi dell’attuale direttore sanitario dell’Izs Giorgio Varisco e del presidente nazionale della federazione ordine veterinari, Gaetano Penocchio, che paiono privi di sponsor politici di peso. Maroni nei prossimi giorni dovrà prendere una decisione di concerto con il presidente dell’Emilia Bonaccini. Verrà riconfermato Cinotti come si mormora in via Bianchi? «Il criterio dell’alternanza del direttore tra le due regioni non c’è più – si limita a commentare l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, che ha un ruolo non marginale nella partita – ma la scelta compete a Maroni, che sta discutendo con il presidente Bonaccini. Quel che è certo è che i termini sono scaduti il 30 giugno e le nomine devono essere fatte entro breve». E Francesco Tirelli, ex senatore della Lega e oggi presidente dell’Izs, potrebbe restare nel cda come consigliere: «Cinotti è stato un buon direttore – commenta – ma è evidente che la scelta dei nuovi vertici di un istituto così importante non deve essere una guerra di poltrone e sottostare alla logica della spartizione tra i partiti». Una lotta tutta interna al centrodestra.

 Il Corriere della Sera – 20 luglio 2015 

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