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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Cacciatore ucciso suo fucile per difendersi dall’attacco di due cani
    Notizie ed Approfondimenti

    Cacciatore ucciso suo fucile per difendersi dall’attacco di due cani

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche3 Dicembre 2012Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Tragedia in provincia di Lecco. La vittima, un uomo di 53 anni residente a Milano, aveva brandito l’arma per la canna per respingere l’aggressione dei due mastini quando è partita una fucilata che lo ha ferito mortalmente

    Una nuova vittima nella stagione della caccia. Un uomo di 53 anni è morto in provincia di Lecco per un colpo partito dal suo fucile, mentre cercava di difendersi dall’aggressione di due cani di razza corsa. Secondo la testimonianza del compagno di battuta, il cacciatore aveva impugnato il fucile per la canna, usandolo come un bastone per tenere lontani i due cani di grossa taglia, fuggiti dal giardino di un’abitazione non lontana, che avevano aggredito il suo setter e poi si erano rivoltati anche contro di lui.

    La tragedia è avvenuta in un bosco nel territorio di Bosisio Parini, nel Lecchese. Il cacciatore, un cinquantatreenne residente a Milano, si trovava in compagnia di un amico quando i due sono stati aggrediti da due cani di grossa taglia. Per difendersi senza uccidere i cani, l’uomo ha provato a respingerli mulinando il fucile, tenendolo per la canna. In quel gesto, però, dal calibro 12 è partito un colpo che lo ha centrato all’addome, uccidendolo.

    L’amico a quel punto, per poterlo soccorrere ha sparato ai cani, uccidendone uno e ferendo l’altro che è stato successivamente soppresso dal veterinario. Per il ferito non c’è stato nulla da fare. Quando sono arrivati i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatarne la morte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Costamasnaga e del nucleo operativo di Merate.

    Negli ultimi quattro anni gli incidenti di caccia hanno provocato direttamente o indirettamente la morte di 114 persone e il ferimento di altre 303.

    Repubblica – 3 dicembre 2012

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