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Calabria, il caos dei commissari. Gino Strada fa un accordo col governo per gli ospedali. Dopo le dimissioni di ben tre commissari

Corriere della Sera. E sono tre. La Sanità calabrese mette in fuga i professionisti chiamati a gestire, in qualità di commissari, un settore ormai sull’orlo del baratro. Dopo la cacciata di Cotticelli e le dimissioni di Zuccatelli ieri è stata la volta di Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza a fine mandato. Meno di 24 ore dopo la sua nomina il professore, calabrese di Cosenza, si è dimesso da commissario ad acta. «Motivi familiari. Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi in Calabria», ha detto. Lunedì sera in Consiglio dei ministri si era fatto anche il nome di Gino Strada accostandolo a Gaudio, come consulente con compiti di gestione dell’emergenza Covid in Calabria. Il governo avrebbe voluto comporre un tandem che avrebbe dovuto garantire competenza professionale e capacità tecniche.

Ieri sera il fondatore di Emergency ha fatto capire attraverso i social che non farà il commissario, spiegando quale sarà il ruolo dell’associazione: «Abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria. Inizieremo domani mattina (oggi per chi legge, ndr) a lavorare a un progetto da far partire al più presto. Ringrazio il governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno». L’accordo dovrebbe riguardare la gestione di una serie di ospedali da campo.

Sull’ipotesi di una nomina di Strada a commissario, ieri pomeriggio, si era opposto il presidente facente funzione della Calabria, Nino Spirlì. «Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo, non abbiamo più bisogno di commissari», ha detto il leghista. Nel frattempo, sono arrivate altre critiche al governo da Matteo Salvini: «Conte e Speranza trasformano in farsa la nomina del commissario alla Sanità in Calabria». «Presuntuosi e incompetenti» è il giudizio di Giorgia Meloni. E perplessità sul nome di Strada le ha espresse anche il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri: «Strada? Non va bene. Il problema in Calabria non sono gli ospedali da campo, ma le ruberie e l’acquisto dei materiali medici. C’è bisogno di un manager, non di un medico».

«In Calabria c’è un’urgenza, bisogna nominare il commissario il prima possibile. Bisogna decidere subito e decidere bene», ha detto ieri sera Luigi Di Maio. Che poi ha aggiunto: «Non voglio criticare il ministro Speranza, ma con un nome come quello di Gino Strada prima si accerta che la decisione sia praticabile e poi si annuncia».

E la necessità di dare una svolta alla Sanità calabrese sarà ribadita dai sindaci domani in una manifestazione che si terrà fuori da Palazzo Chigi. «Al premier chiederemo due semplici cose: la fine della fase del commissariamento della Sanità calabrese e l’azzeramento del debito sanitario», dice il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

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