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Cambia casa e abbandona il cane che muore. Condannato a un anno di carcere. Storica sentenza a Parma

Gli animali “dimenticati” erano due e a loro hanno provveduto i vicini delle altre case. Comminata anche una multa di 5.000 euro. Enpa: “Un monito per tutti”. E’ stato condannato ad un anno di reclusione ed al pagamento di 5mila euro per danni morali un 45enne di Parma riconosciuto colpevole di avere causato la morte del proprio cane, un esemplare di husky.

La condanna si riferisce ad un fatto accaduto circa quattro anni fa: l’uomo dopo avere cambiato casa, aveva abbandonato i suoi due cani all’interno di un recinto disinteressandosi di loro; gli unici a dare del cibo erano i residenti di un vicino condominio. Fino al tragico epilogo che, ha visto l’husky soccombere agli stenti; la Polizia Municipale, intervenuta sul posto, non aveva potuto fare altro che prendere atto del decesso.

La sentenza, a suo modo storica per l’entità della pena comminata al proprietario (incensurato) dei due animali è stata accolta con favore dall’Enpa di Parma, costituitasi parte civile. «L’essere intervenuti nel processo come parte lesa non ha certamente alcuno scopo venale, ma è una scelta presa con l’obiettivo di rendere ancora più severa la pena nei confronti di certe persone che non possono nemmeno definirsi tali – ha commentato la presidente della Sezione parmense della Protezione Animali, Lella Gialdi – . Questa sentenza, prima per gravità emessa dal tribunale di Parma, ha una forte valenza. Anche perché non è comune che un processo si concluda con la pena del carcere.»

Purtroppo, ciò non riporterà in vita il povero husky, ma potrà comunque servire da monito per tutte quelle le persone che ritengono di potersi disinteressare dei loro animali dopo averli presi in carico. «Desidero rivolgere un ringraziamento speciale all’avvocato Daniele Carra che sostiene con costanza e generosità le cause intentate dalla nostra Sezione – prosegue Gialdi – e che anche in questo caso non ci ha fatto mancare il suo preziosissimo supporto.»

quotidiano.net – 24 maggio 2014 

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