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Camera. Responsabilità professionale, il relatore Gelli: «Si parte la prossima settimana». Medici di fronte a una svolta sul fronte del rischio?

di Barbara Gobbi. «La prossima settimana – con deadline a fine settembre – si partirà in commissione Salute della Camera con la presentazione degli emendamenti al testo unificato sulla responsabilità professionale del personale sanitario. E le modifiche potrebbero, in parte, recepire i risultati del gruppo di lavoro tecnico guidato al ministero della Salute dal giurista Guido Alpa». A parlare è il nuovo relatore del provvedimento e responsabile Sanità del Pd Federico Gelli, subentrato a Pierpaolo Vargiu.

Giunto agli ultimi scampoli delle vacanze estive, Gelli avverte: «Il testo elaborato dalla commissione Alpa contiene spunti interessanti di riflessione e valutazione, ma presenta una serie di difformità rispetto al testo unificato elaborato dal comitato ristretto, che impediranno il recepimento tout court di quel lavoro».

L’iter del provvedimento potrebbe riservare sorprese, che Gelli non esclude affatto, ricordando come l’approvazione di questa Pdl sia «un obiettivo cruciale, tra i più importanti della Legislatura in ambito sanitario, per la stessa natura della commissione Salute, ma anche per l’importanza che le attribuiscono il premier Renzi e la ministra Lorenzin». Dopo 14 anni di tentativi di modifica delle norme sulla responsabilità, di fatto riscritte e plasmate dalla giurisprudenza degli ultimi anni, i medici potrebbero dunque assistere – complice la stagione dei tagli in sanità e la congiuntura politica – a una svolta rapida sul fronte del “rischio”. Le sanzioni inserite nel Dl Enti locali per i camici bianchi “cattivi prescrittori”, il Dm Lorenzin in arrivo sulle 180 prestazioni ambulatoriali a rischio inappropriatezza e – perché no – le nuove regole per la scelta dei primari , esigono un ri-bilanciamento dei carichi e delle attenzioni su cui per prima la ministra si è impegnata, promettendo di metter mano rapidamente alle norme sulla responsabilità per sventare la bomba medicina difensiva e, anche, per arginare la marea dei malumori espressa da un bacino di consenso di notevole portata. Quello dei camici bianchi, dipendenti e convenzionati che siano. Che non a caso stanno moltiplicando le richieste di incontro con il nuovo relatore. E allora, le norme più urgenti e di maggiore impatto, dal punto di vista politico, potrebbero trovare una scorciatoia già nella legge di Stabilità 2016. Stralciate dal testo parlamentare, vedrebbero la luce già a inizio anno prossimo. «E questa corsia preferenziale potrebbe avere un effetto trascinamento anche sulla parte restante del provvedimento», avverte Gelli.

Il pacchetto confezionato dalla commissione Salute e dal comitato ristretto in questi anni, del resto, è ormai «maturo» anche a detta dello stesso Vargiu. «Abbiamo ampiamente sviscerato la materia per quanto di nostra competenza – avverte l’ex relatore -. Ora si tratterebbe di passare la palla, nel rispetto dell’iter parlamentare, alla commissione Giustizia. Ma è chiaro che restando il Parlamento i tempi non saranno brevi. Sta al Governo decidere se e in che modo imprimere un’accelerazione a una materia così fondamentale per i medici e soprattutto per la sicurezza dei cittadini»

Il Sole 24 Ore sanità – 3 settembre 2015 

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