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Camera studia sanità sostenibile: via indagine conoscitiva Bilancio-Affari sociali

Coniugare i bisogni di salute degli italiani, che sotto la crisi perdono sempre più tutele, con la necessità di tenere stretti i cordoni della borsa della spesa pubblica. La classica quadratura del cerchio, la missione impossibile che più Governi e Parlamenti da decenni vanno inseguendo, è da ieri l’ambizioso obiettivo che si sono date anche le commissioni Bilancio e Affari sociali della Camera.

Un matrimonio pressoché inedito – chi difende la salute, chi guarda ai conti dello Stato – con un punto di caduta, fatto di proposte politiche al Governo, di qui a qualche mese: a settembre, precisamente, proprio nel bel mezzo del varo della legge di stabilità per il 2014. Il programma dell’indagine conoscitiva

La Camera, insomma, studia come preparare pezzi di manovra per il prossimo anno. A cominciare da asl e ospedali, portata forte, e temutissima, dei conti pubblici. Con una domanda di fondo: quale sostenibilità garantire al Ssn, con quali mezzi e con quali prospettive. È questo, infatti, l’interrogativo dell’indagine conoscitiva voluta al’unanimità e deliberata ieri della due commissioni di Montecitorio a testimonianza della delicatezza della sfida della tenuta del Welfare sanitario.

Non a caso il calendario di audizioni è imponente: governatori, sindaci, Corte dei conti, Ragioneria generale, Agenas, Bocconi, Scuola Sant’Anna di Pisa, Luiss, fondi integrativi, imprese, sindacati. E per finire il ministro dell’Economia, il vero dominus dei conti sanitari, e quello della Salute. Per preparare un antipasto della manovra 2014 da fornire al Governo entro fine settembre. Il tutto, mentre si deve far fronte all’aumento (scongiurato?) dei ticket, alla spending review, alle incompiute nelle Regioni in deficit. E ai tagli che stanno duramente condizionando l’erogazione del’assistenza.

I partiti di maggioranza stanno preparando i rispettivi dossier. Spiega il presidente della Affari sociali, il montiano Pierpaolo Vargiu di Scelta civica: «Il tema di fondo è come garantire esigenze e diritti di salute in maniera uniforme, tanto più in tempi ormai prolungati di crisi. All’interrogativo sulla sostenibilità del Welfare, non ci si può sottrarre. Lo faremo dal punto di vista della nostra commissione e di quello della commissione Bilancio, per arrivare a un documento finale in tempo per la legge di stabilità». Aggiunge la capogruppo del Pd, Donata Lenzi: «Nel momento in cui ci si interroga di spending o di ticket, è necessario chiedersi e capire in prospettiva quali correttivi apportare al sistema. Sia chiaro: senza mettere in discussione il Ssn, ma pensando a come modificare il sistema della compartecipazione alla spesa o il rapporto Stato-Regioni e la riorganizzazione nell’erogazione dei servizi». Ma non solo: «Si deve capire quale strada percorrere nelle Regioni sotto piano di rientro, dove se i conti migliorano, peggiora in maniera preoccupante la qualità dei servizi. Perché non è solo questione di risparmi, ma degli effetti che quei risparmi producono», aggiunge Raffaele Calabrò, capogruppo Pdl.

Insomma, avanti con la riforma del Ssn pensando alla manovra prossima ventura. Che sulla sanità sarà ben più consistente di quella che il decreto legge “del fare” in piccola parte dedica anche alla sanità (VEDI SERVIZIO E TESTO IN ANTEPRIMA SU QUESTO SITO). Prevedendo procedure semplificate di autorizzazione per le apparecchiature a risonanza magnetica (Rmn) o l’abolizione dell’obbligo di specializzazione per gli odontoiatri nell’acceso al Ssn. E poi l’addio ad un grappolo certificazioni e autorizzazioni sanitarie: anche quello di sana e robusta costituzione per gli ufficiali esattoriali, forse vecchia (o ancora attuale?) eredità di quando l’esoso esattore doveva sapersi difendere dai cittadini tartassati.

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore) – 12 giugno 2013

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