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Camere, un’agenda fitta tra anticorruzione e riforme istituzionali

L’anticorruzione alla Camera con tanto di fiducia da parte del Governo, che altrimenti «se ne andrà casa». Le riforme istituzionali al Senato. La riforma dell’avvocatura che arriva in aula a Montecitorio e il taglio al finanziamento dei partiti in commissione a palazzo Madama.

Ma anche il rebus della nuova legge elettorale, la spending review che si affaccia alla Camera, il decreto sulla Protezione civile che piace a pochi, la Comunitaria 2011 col nodo della responsabilità civile dei magistrati. E la riforma del mercato del lavoro al secondo giro di tavolo. Si apre una settimana parlamentare di fuoco.

Tutto in meno di venti giorni. Se i fari internazionali sulle sorti dell’euro puntano verso il Consiglio europeo di fine mese, in Italia la partita doppia della tenuta dei conti pubblici e del rilancio dell’economia si gioca ormai in poche settimane. Per il Parlamento, di a oggi a fine mese e ancora per tutto luglio, inizia un tour de force decisivo. Per di più complicato da una situazione politica in fibrillazione tra e dentro la “maggioranza non maggioranza”, che mette a rischio la stessa tenuta del Governo dei professori.

Atti camera 8 giugno Le agende di lavoro della settimana di Camera e Senato hanno diversi appuntamenti segnati in rosso. Da domani l’assemblea di palazzo Madama entra nel vivo delle riforme istituzionali (taglio dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto, forma di Governo) con l’obiettivo di arrivare al voto e di trasmettere il testo alla Camera entro venerdì. Compito non facile, con i tempi che stringono e il rischio sempre più fondato di non riuscire a farcela a votare quattro volte (e senza modifiche) la legge entro fine anno. Mentre in bilico, sempre al Senato, restano le sorti della riforma della legge elettorale. Per non dire del taglio dei fondi ai partiti, altro capitolo politico aperto al Senato.

Calendario di fuoco anche alla Camera. Dove in aula, da oggi, arriva la riforma dell’avvocatura, destinata però a fare navetta indietro verso il Senato. Ma il clou sarà il Ddl anticorruzione, sul quale da domani pende la richiesta della fiduzia annunciata dal Governo, che già ha fatto sapere in caso di bvocciatura di passare la mano. Sempre a Montecitorio, ma in commissione, spiccano poi il decreto sulla spending review (in aula da fine mese) e la riforma del mercato del lavoro (attesa al voto finale a luglio). Sempreché la situazione politica non precipiti.

Il Sole 24 Ore – 11 giugno 2012

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