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Campania. Assaltano un negozio per rapire un cardellino

E’ successo in via Sant’Alfonso dei Liguori. “Tutto mi sarei aspettato tranne che in questa città arrivassero a rapinare anche un uccellino” ha commentato il proprietario del negozio

ASSALTANO un negozio per portare via un cardellino. Accade nella zona dell’Arenaccia. Ad agire due uomini, hanno i volti nascosti. Uno indossa un casco scuro. L’altro, un capellino con visiera e porta il cappuccio della felpa tirato su.

Il primo stringe nella mano una pistola. La punta contro Paolo Cursale, 61 anni, proprietario insieme ai familiari del negozio “Nuova teleprodotto”. I banditi sono decisi. Cursale vorrebbe consegnare subito l’incasso per evitare guai. Ma non sono i soldi che vogliono.

Uno dei due rapinatori stacca dal muro due gabbiette di ferro. In una c’è un prezioso cardellino di una specie rara. Il malvivente esce dal negozio seguito dal complice che cammina a ritroso mentre continua a tenere sotto tiro il commerciante. Nel racconto del 61enne si legge terrore misto a incredulità: “Tutto mi sarei aspettato – afferma Cursale – tranne che in questa città arrivassero a rapinare anche un uccellino”.

Avviene nella popolare strada che collega via Arenaccia alla zona di piazza Carlo III. Oltre al fatto che il bottino della rapina è un uccellino, c’è anche un altro particolare che fa uscire il colpo dalla normale casistica dei reati attribuiti genericamente alla microcriminalità: pochi giorni prima dell’arrivo dei rapinatori, infatti, due uomini si erano presentati nel negozio di elettronica di via Sant’Alfonso Maria dei Liguori per acquistare il cardellino.

Retroscena raccontato dallo stesso commerciante. “Anche in quel caso erano in due – spiega l’esercente – ma non hanno nulla a che fare con i rapinatori”, precisa. Clienti normali, insomma, colpiti dalla bellezza del volatile, custodito nella gabbia vicino al bancone merci: “Uno dei due mi ha detto: “Se me lo vendi ti do tremila euro per sull’unghia””. Offerta respinta immediatamente dal commerciante: “Ma quello ha insistito”, racconta ancora Cursale. “Arrivo fino 7mila euro”, ha detto. Ma niente, il 61enne non aveva alcuna intenzione di vendere il canarino dalle piume colorate. “L’ho allevato- dice- mi teneva compagnia con il suo canto. Spesso lo lasciavo libero di volare qui nel negozio. Sapevo che era un esemplare raro, mi ero affezionato. Lo consideravo come un figlio”.

La storia diventa ancora più assurda quando al commerciante arriva un’altra proposta, che apparirebbe irrinunciabile: “Nessuno ci crederà, ma mi hanno offerto 50 mila euro per quell’uccellino”. Cifra folle che avrebbe fatto traballare la resistenza di molti. Ma, almeno a dar retta al suo racconto, insufficiente per smuovere Cursale dalle proprie posizioni: “È come un figlio, gli ho risposto di nuovo. Con il suo canto rende più bella la mia vita. Non lo venderò mai, ho ribadito”.

Peccato che, poi, pochi giorni prima di Pasqua, nel negozio di Sant’Alfonso Maria dei Liguori si sono presentati due rapinatori con il viso mascherato e armati di pistola. “Secondo me hanno agito su commissione – aggiunge l’esercente – volevano il cardellino e nient’altro. Tutto si è svolto in pochi secondi”. Cursale ha presentato denuncia alla questura e poi anche al commissariato di zona. “Purtroppo sono trascorsi alcuni giorni e non ho saputo nulla. Sono addolorato, l’uccellino era la mia gioia. Aveva sei mesi e non me ne sarei mai privato. Spero che riescano a recuperarlo, ma ho poche speranze. Questi giorni per me sono stati durissimi”.

La storia non finisce qui, ma si arricchisce anche di un nuovo particolare. Le fasi della rapina, infatti, sono state riprese da una telecamera che era all’interno del negozio. Si vedono i due giovani, casco e cappuccio a coprire i volti, entrare nel negozio.

Uno punta la pistola contro il commerciante, l’altro invece porta via due gabbie. Tutto come raccontato dal 61enne. “È assurdo. Vivere in questa città è un inferno – conclude amareggiato – di speranze di recuperare il cardellino ne nutro pochissime”.

La storia della rapina si diffonde subito nel quartiere. Il negozio è una specie di istituzione della zona, poiché è aperto da oltre 50 anni. Sul raid indaga la polizia che sta analizzando il video per tentare di individuare i rapinatori. Il colpo potrebbe nascondere anche altro. Dietro la cattura illegalee il commercio dei cardellini c’è un business milionario che spesso ha visto come protagonista anche la criminalità organizzata. Gli uccellini catturati vengono anche accecati perché questa barbarie servirebbe a migliorarne la qualità del canto.

Della vicenda si è occupato anche il consigliere della quarta municipalità, Enrico Cella, che abita proprio di fronte al negozio rapinato e che da settimane denuncia lo stato di abbandono della zona. “La situazione è diventata impossibile – spiega Cella – in questa strada è un continuo susseguirsi di reati. Furti in appartamento e rapine avvengono quotidianamente. Abbiamo sollecitato più volte le forze dell’ordine a rafforzare i controlli”.

Durante Pasqua la casa dello stesso consigliere municipale e quella di un ingegnere, suo dirimpettaio, sono state svaligiate. “Il mio non è di certo un caso isolato. Di furti ne sono avvenuti a decine in questa zona – aggiunge – la gente è così avvilita che non denuncia neanche più. Purtroppo la fiducia nelle forze dell’ordine sta diminuendo”.

Proprio Cella oggi sarà ricevuto dal questore Luigi Merolla al quale ha lanciato un sos per migliorare il controllo sul territorio della quarta municipalità.

Repubblica.it – 14 aprile 2012

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