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Cane “giraffa” Bagheria: collo intrappolato in un tubo flessibile

L’indignazione monta sui social network. Gli animalisti hanno segnalato il caso a municipale e forze dell’ordine

1a1a1a1a_0a0a1aaaaaaa11cane_giraffaPALERMO – Un cane con il collo intrappolato in un tubo flessibile. Un’immagine dura, che fa immaginare tanta sofferenza, e che richiama alla mente i collari indossati da alcune donne di tribù africane. Accade a Bagheria, nel Palermitano.

L’ALLARME – Il randagio è stato immortalato alcuni giorni fa in una foto scattata da una ragazza, che ha chiamato sia la polizia municipale che le forze dell’ordine per denunciare la tortura subita dal povero animale. Ma senza esiti positivi. «Il cane non si fa avvicinare è troppo impaurito. Nel branco c’è anche una cagna incinta, quindi l’operazione è ancora più difficile. Molti hanno denunciato il fatto alla Polizia, ma nessuno ha fatto nulla», dice l’animalista.

CAMPAGNA – Anche l’agenzia di stampa specializzata in animali e ambiente Gea press si è occupata della vicenda, segnalando, stamane, un nuovo avvistamento del cane, le cui tracce si erano perdute da alcuni giorni, nei pressi della strada statale. «Riuscire a prenderlo sarà molto difficile», ha riferito all’agenzia la responsabile palermitana della Lida Alessandra Musso, «si tratta di strade larghe che si ramificano improvvisamente in viottoli di campagna. Luoghi aperti e con mille nascondigli. Anche nell’ipotesi di cerbottana con dardo soporifero, bisogna stare molto attenti. Un animale colpito, non si addormenta subito ed in quel contesto rischiamo di perderlo per sempre».

INDIGNAZIONE – Intanto la foto viene postata su Facebook. Parte il passaparola e l’indignazione. Nel frattempo tanti volontari stanno cercando il randagio per provare a togliergli dal collo il tubo flessibile. «Nel paese corre voce che siano stati dei bambini a infilarglielo. Da quasi venti giorni stiamo cercando di avvicinare il cane per tutte le cure necessarie di cui ha bisogno. Adesso il cagnolino è diffidente e non si lascia avvicinare da nessuno, abbiamo provato in diversi orari, specialmente la sera, quando non c’è molto movimento. Non ci sono giustificazioni ad un tale gesto, ma solo indignazione», aggiunge un volontario dell’Asva, un’ associazione animalista di Bagheria.

 Corriere.it – 12 giugno 2013

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