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Cani e gatti a numero chiuso, Martini fa sospendere regolamento

Sull’assurda ipotesi di ingerenza nella vita dei cittadini attraverso regolamento comunale a Sorgà (Verona) intervento del Sottosegretario

Ottenuta ragionevole sospensione da parte del Sindaco

A seguito della notizia riportata in data odierna da organi di stampa relativa all’imminente presentazione da parte del comune di Sorgà (Vr) di un nuovo regolamento di igiene urbana veterinaria ove, tra varie norme, si prevedeva la limitazione “per legge” del numero degli animali d’affezione (cani e gatti) che un privato cittadino può detenere presso la propria abitazione liberamente e responsabilmente, su input del Sottosegretario alla Salute con delega alla medicina veterinaria Francesca Martini, è intervenuto il Ministero stesso. In tutti i casi la detenzione veniva subordinata al possesso di una autorizzazione da parte del Sindaco. Tutto ciò in palese contrasto con l’art. 10 comma 2 della Delibera della Giunta della Regione Veneto n.272 del 6 febbraio 2007 che invece ravvisa solo l’opportunità, per ragioni sanitarie e di sicurezza pubblica, di un parere favorevole del Sindaco nel caso della detenzione di un numero di cani superiori a 5 e di gatti superiore a 10. Tutto questo anche al fine di far emergere ogni possibile abuso in termini di organizzazione di allevamenti non conformi alle norme vigenti in materia ed al controllo dell’organizzazione sanitaria.

Il regolamento in questione dettava inoltre norme anche per limitare il possesso di animali da reddito come polli in allevamenti a carattere familiare ed in contrasto con la normativa regionale.

Il Sottosegretario di Stato, On. le Francesca Martini, in merito alla questione dichiara: “Esprimo soddisfazione per il ravvedimento del Sindaco di Sorgà e gli offro la collaborazione del mio Ministero. Comprendo che l’obiettivo iniziale non era di carattere vessatorio, ma sottolineo la necessità di una armonizzazione delle norme in materia di tutela degli animali nel rispetto del principio di responsabilità pubblica e del privato cittadino. Ahimè l’unico precedente viene da un Paese che non brilla in tal senso, infatti soltanto a Shangai in Cina sta entrando in vigore una norma come questa! Trent’anni fa la Cina comunista impose addirittura la legge del figlio unico che tante sofferenze portò con sé in quel Paese. Molto importante è invece che i sindaci ricordino le loro competenze in materia di benessere degli animali e lotta al randagismo in collaborazione con il servizio veterinario pubblico. Mi preme altresì sottolineare l’importanza di diffondere la corretta informazione ai cittadini come l’obbligo di microchippare i propri cani, l’istituzione, anche in associazione con più comuni, dei corsi formativi per proprietari di cani denominati patentino, l’obbligo di dotare la polizia municipale di lettore microchip e di formarla affinché sia in grado di far rispettare ogni norma vigente in materia di civile convivenza e rispetto degli animali”.

Fonte: Ministero della Salute – 24 febbraio 2011

 

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