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Cantiere manovra. La spending review sale a 4,5 miliardi. La fase 3 sarà alimentata da un intervento selettivo sui budget e sui fondi gestiti direttamente e indirettamente dai ministeri

Attorno ai 4,5 miliardi. È la quota alla quale sarebbe posizionata al momento l’asticella della spending review. La manovra per 0,5 punti di Pil (oltre 8 miliardi) da implementare con almeno altri 1-2 miliardi per rendere solide e credibili (anche agli occhi dell’Upb e di Bruxelles) le coperture della prossima legge di stabilità sarà composta per metà da risorse derivanti dalla revisione della spesa e per l’altro 50% da risorse garantite dal pacchetto di contrasto dell’evasione fiscale e di ulteriori misure fiscali.

La fase 3 della spending review, alla quale sta lavorando il commissario Yoram Gutgeld, sarà alimentata da un intervento selettivo sui budget e i fondi gestiti direttamente e indirettamente dai ministeri. Con la possibile revisione del tetto del Fondo sanitario nazionale che rispetto ai 113 miliardi fin qui previsti potrebbe scendere a 112 o 112,5 miliardi. Le amministrazioni centrali nel loro complesso dovranno garantire risparmi per altri 1-1,5 miliardi. Dall’attuazione della riforma della pubblica amministrazione dovranno arrivare circa 500 milioni, riordino delle partecipate compreso.

Altri 1-1,2 miliardi saranno assicurati dal processo di centralizzazione degli acquisti Pa basato su sole 33 stazioni appaltanti. Circa due terzi di queste risorse saranno assicurate dal processo di razionalizzazione delle forniture sul versante sanitario. Targata Consip c’è anche l’extra-dote di 600 milioni nel 2016 realizzata dalla società del Mef rispetto all’obiettivo di un miliardo fissato dall’ultima legge di Stabilità.

Queste risorse saranno utilizzate per coprire gli interventi di maggior spesa: dal pacchetto pensioni fino al programma “Industria 4.0”. I tecnici del Governo stanno affinando le varie opzioni e le ultime simulazioni. L’impalcatura della legge di bilancio sarà pronta alla fine della prossima settimana. Entro il 15 ottobre, del resto, il Governo deve trasmettere alla Commissione europea e all’Eurogruppo il Documento programmatico di bilancio. E al più tardi a metà ottobre anche l’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) dovrà essere informato abbastanza nel dettaglio delle misure che faranno parte della prossima manovra. La legge di bilancio nella sua interezza (articolato e tabelle) dovrà essere formalmente inviata dal Governo alle Camere entro il 20 ottobre. La manovra si dovrebbe aggirare tra i 22 e i 24 miliardi, oltre 15 dei quali saranno utilizzati per sterilizzare le clausole di salvaguardia fiscali, Iva in primis, ma in gran parte non in forma strutturale (lo stop sarebbe per il solo 2017).

Quanto ai capitoli di spesa, ieri il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, ha confermato che sarà prorogato ed esteso il bonus energetico per le ristrutturazioni. «In questi ultimi 2-3 anni le famiglie hanno investito circa 27 miliardi di euro per sistemare le loro abitazioni godendo di sgravio da 50 a 65% – ha affermato Baretta intervenendo a Sky -. Pensiamo di confermarlo e addirittura pensiamo di allargarlo ai condomini mettendo in campo un processo di moltiplicatore virtuoso molto importante». Il sottosegretario ha poi ribadito che anche il superammortamento al 140% per chi acquista nuovi strumenti di lavoro sarà riconfermato e implementato in misura superiore.

Il Sole 24 Ore – 6 ottobre 2016

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