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Cantone: ripensare il sistema delle deroghe, le regole vanno cambiate. Ispettori con più poteri e nei casi di corruzione vanno revocati gli appalti

Reduce da un’ora e più a Palazzo Chigi, faccia a faccia con Renzi, Cantone si rifugia nel suo ufficio di piazza Augusto Imperatore. Prevale, ma solo per un breve attimo, il fatalismo della sua napoletanità. Gli scappa un «e che vuo’ fa… qua ogni giorno ce n’è una…». Poi torna il puntiglioso Cantone di sempre. Riservatissimo sull’incontro col premier. Preoccupato per l’indagine di Venezia. Estremamente critico sulla legge che regola gli appalti, che «va cambiata», perché «troppe opere fatte con deroghe finiscono quasi sempre con fatti di corruzione».

Quanto agli appalti finiti a imprenditori corrotti ricorda che nella legge Severino già esiste il «patto di integrità» per cui già oggi potrebbero essere revocati.

Venezia, l’indagine, che ne dice?

«Nel merito non parlo. Ma quello che inquieta è il coinvolgimento trasversale di soggetti diversi, non solo imprenditori e politici, ma anche pezzi del sistema dei controlli, a dimostrazione di come la corruzione riesca a pervadere ambiti più vari. L’indagine verificherà i fatti, ma le cifre pagate appaiono subito molto rilevanti ».

Scusi, ma a guardarsi bene qui intorno, non è un po’ troppo piccola questa sua struttura?

«In che senso?».

In senso fisico. Ma in quanti siete qua dentro?

«26».

Mi sta dicendo che l’Authority anticorruzione che lei guida ha meno di 30 dipendenti?

«Sì, ne ha 26».

E lei con 26 persone vuole fare lo zar anti-corruzione? Ma non ha chiesto più uomini a Renzi?

«Non sono abituato a lamentarmi dopo aver assunto un impegno. Ho evidenziato le criticità nella normativa e su questo ho rimesso il giudizio alle valutazioni politiche. Ma con 26 persone e quello che mi daranno in futuro garantisco comunque il massimo impegno possibile. E non dico di più».

Gli occhi del Paese sono puntati su di lei. E lei lo sa. Su di lei e su Renzi, in attesa che sferriate un colpo serio contro i corrotti. Ma ci vogliono gli strumenti però. Che gli ha chiesto?

«Mi dispiace, la mia riservatezza è assoluta. Posso solo dire che abbiamo parlato di quale potrebbe essere il ruolo dell’Autorità anti-corruzione nell’Expo, gli ho spiegato quali sono i nostri problemi e le nostre criticità».

E sarebbero?

«Bisogna migliorare la qualità ispettiva, ampliare il potere sanzionatorio e consentire all’Anac di essere più efficiente nei controlli che fa».

Lei aveva detto «non faccio gite a Milano ». Adesso dovrà andare anche a Venezia, diventerà commissario pure per il Mose?

«Di questo non si è parlato e non credo affatto che si farà».

Perché non è possibile? Forse perché non si può commissariare tutta l’Italia?

«Sarebbe una soluzione che ha senso solo per casi specifici, ma una Anac che tappa i buchi dove emergono corruzioni è fuori dal mondo e nessuno francamente ci ha pensato».

Però c’è la sua Authority che può vigilare su tutto, ma deve essere messa in grado di farlo, visto che fino ad ora è stata una scatola vuota…

“Non credo che questo giudizio così tranchant sia giusto. Teniamo presente che la legge Severino è in vigore da un anno e le Pubbliche amministrazioni stanno facendo fatica ad adeguarsi alle regole. È fisiologico che non ci siano ancora risultati. E poi voglio insistere sul fatto che l’Anac non si occupa di singoli fatti di corruzione, ma del rispetto delle regole sulla prevenzione alla corruzione. Non necessariamente dove c’è stata una violazione delle regole si è verificata anche una corruzione, né avviene il contrario. Gli anticorpi che noi possiamo via via immettere, e che però non hanno una funzione salvifica, dovrebbero almeno ridurre gli effetti ».

Uno scandalo alla settimana e lei parla di anticorpi? Pensa che gli italiani disgustati e che pagano la corruzione di tasca loro la capiscano?

«Mi rendo conto che la reazione può essere questa, ma non si può pensare che ciò possa diventare responsabilità di una singola autorità. Bisogna affrontare la corruzione fuori dall’emergenza, quando non ci sono fatti corruttivi, perché lavorare sull’emergenza è la soluzione peggiore ».

Si è già reso conto che potenzialmente, in ogni comune che appalta, si può nascondere un caso di corruzione? Non è una lotta impari e sicuramente perdente? Questo l’ha detto a Renzi?

«Non siamo entrati nello specifico. Ma c’è un problema sulla legge per gli appalti. Opere fatte con deroghe finiscono quasi sempre con fatti di corruzione. C’è una legge inadeguata a gestire le grandi opere. C’è troppo formalismo per le piccole amministrazioni e un difetto per le grandi. C’è sempre bisogno di deroghe, giustificate per fare le opere, che poi producono corruzione. La legge sugli appalti non è adeguata e va cambiata».

Lei è qua da 40 giorni, prova a dirmi che cosa le manca di più?

«Nonostante le difficoltà, abbiamo avviato un numero incredibile di attività, dai controlli sulla trasparenza e sui piani anti-corruzione, all’aver attivato meccanismi ispettivi in moltissime stazioni appaltanti. Per il momento, e con la situazione che ho in termini di forze, mi posso dire soddisfatto».

Ispezioni sugli appalti? Di che si tratta?

«Della verifica se i piani anti-corruzione e i piani di trasparenza sono partiti. Il nostro compito è questo. Applicare appieno la Severino».

Bisogna cambiare o aggiornare questa legge?

«Sì, la legge merita un tagliando, ci sono cose da cambiare, soprattutto sui poteri dell’Anac e sulla prevenzione».

Expo, Mose e gli altri appalti corrotti. Si possono revocare? Lei ha chiesto questo potere?

«Non ne ho parlato con Renzi, ma sicuramente è uno dei temi da affrontare. Bisogna farlo ab origine, perché è difficile intervenire adesso. Ma quando dimostri che un appalto è oggetto di attività corruttiva è moralmente paradossale che il soggetto che lo ha conseguito continui a lavorare. Servono meccanismi a monte. La Severino prevede il patto di integrità, una clausola nei contratti che consente la revoca se si verifica un fatto di corruzione. È uno strumento utilissimo che già esiste e che mi auguro che venga applicato…».

Repubblica – 5 giugno 2014 

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