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Mel. Capriolo aggredisce cinque persone: timore sia malato di rabbia

Fra le vittime due boy scout, la più grave è un’anziana sulla quale l’animale ha infierito: è stata salvata da un boscaiolo. Il capriolo è stato abbattuto dalla polizia provinciale. Analisi in corso all’Izs di Legnaro

BELLUNO – Capriolo impazzito aggredisce alcune persone. È accaduto in val Pissador, una zona abbastanza selvaggia nella parte alta del comune di Mel (Belluno), qualche giorno fa.

Il capriolo, considerato pericoloso a causa del suo comportamento, è stato abbattuto dalla polizia provinciale. Gli sono stati fatti dei prelievi ed è stata attivata la procedura per verificare se l’animale fosse ammalato di rabbia. La testa dell’animale è attualmente all’istituto zooprofilattico di Padova per le analisi di rito.

Gli episodi sono avvenuti in una valle molto selvaggia e isolata. Qui l’animale ha attaccato, caricandole, almeno cinque persone. Ma c’è anche chi parla di sei o sette. Fra questi due dei boy scout che stazionano in una casa nella zona, due donne, fra cui un’anziana, e un boscaiolo corso in aiuto di quest’ultima.

In particolare la situazione dell’anziana sembrerebbe essere abbastanza grave: nonostante la donna urlasse, il capriolo avrebbe continuato a caricarla. In suo aiuto sarebbe accorso un vicino, armato di un attrezzo agricolo, che avrebbe fatto fuggire l’animale. Non prima però di essere aggredito e ferito a sua volta.

Due possono essere i motivi che hanno scatenato l’aggressività dell’animale, che solitamente è invece molto timoroso e scappa di fronte all’uomo. La stagione degli amori, che per la specie va da metà luglio a metà agosto, che fa sì che l’animale veda ogni presenza sul territorio come un rivale. L’aggressività del capriolo potrebbe essere stata scatenata anche da un passato di maltrattamenti. Magari l’animale potrebbe essere rimasto vittima da piccolo di una trappola e una volta grande si sarebbe vendicato.

In realtà la causa più probabile sarebbe la rabbia. L’animale potrebbe essere malato e per questo attaccare l’uomo. Questa è la possibilità più temuta. Ma per aver la risposta occorrerà attendere l’esito delle analisi.

Gazzettino – 9 agosto 2012

 

 

 

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