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Caro rientro. Bollette, alimentari, spese per i figli: la corsa dei prezzi per le famiglie si farà sentire dopo le vacanze

A luglio e agosto il caro-vacanze, per chi se le è potute permettere. Ma al rientro per le famiglie italiane andrà anche peggio, perché i prezzi per i consumatori non hanno ancora scontato tutto l’impatto della tempesta dei rincari energetici e delle materie prime. Il “carrello della spesa” potrebbe andare persino oltre il 10%, e l’Arera ipotizza aumenti del 100% per le bollette del gas a partire da ottobre. E se al Nord i prezzi sono più alti, il Sud sta correndo più veloce: secondo un’indagine del Codacons a Napoli si spendono 241 euro per un “paniere” di servizi che ad Aosta ne costa 458, ma in molte città del Mezzogiorno l’inflazione a luglio già sfiora il 10%, contro una media del 7,9%. Un’emergenza che il nuovo governo si troverà sul tavolo già dall’insediamento.
«Gli aumenti di energia e materie prime sono cominciati alla fine dell’anno scorso – denuncia Maura Latini, amministratrice delegata Coop Italia – e siamo riusciti a contenerli a lungo, cercando di non scaricarli sulle famiglie, già fin troppo provate dalla pandemia. Ma adesso si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina e la siccità, che riduce la resa delle nostre colture. Anche su prodotti rispetto ai quali eravamo autosufficienti, come il riso, siamo costretti a fare ricorso alle importazioni, con ulteriore aggravio dei costi. Siamo molto preoccupati per quello che avverrà in autunno, soprattutto se non si dovesse riuscire a contenere l’inflazione all’acquisto intorno al 10%».
Allarme autunno
«A luglio l’inflazione si è stabilizzata intorno all’8% nonostante il rallentamento su base annua dei prezzi dei beni energetici – afferma Federico Polidoro, dirigente Istat del Servizio prezzi al consumo -. Ciò si deve al ritardato ma costante propagarsi agli altri comparti merceologici, in particolare a luglio agli alimentari lavorati e ai servizi relativi ai trasporti, degli effetti dei rincari energetici». Una tendenza che molto probabilmente continuerà, ritiene Polidoro, «a maggior ragione se i prezzi del gas, anche a causa delle persistenti incertezze del quadro internazionale, non cesseranno di salire, come sta avvenendo in questi giorni». A settembre e ottobre l’inflazione si misurerà anche su beni come libri scolastici, cartoleria e istruzione, che solitamente hanno sempre un aggiustamento al rialzo al rientro dalle vacanze. E soprattutto, conclude il dirigente Istat, vanno visti gli effetti degli aggiornamenti delle bollette da parte dell’Arera, che da ottobre saranno mensili, e delle variazioni dei carburanti. Il 20 settembre scade lo sconto sulle accise dellabenzina introdotto dal governo.
Alla cassa dei negozi
Molti negozi hanno cercato finora di evitare gli aumenti, ma nelle prossime settimane saranno sempre dipiù quelli costretti a scaricare i costi extra sui clienti. «Noi non siamo considerati energivori – dice Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio – e quindi i benefici del credito d’imposta sono limitati. Dal 2019 abbiamo subito aumenti del 500% delle tariffe elettriche, e i costi dei trasporti sono tali che ormai in tanti si rifiutano di trasportare beni come l’acqua, perché il prezzo non copre la spesa. Dagli alimentari alla ristorazione all’abbigliamento, è impossibile non riversare gli aumenti ai consumatori».
Il problema si pone ancora di più per le imprese che già hanno poco margine di guadagno, afferma Giovanni De Angelis, direttore generale Anicav (industrie di conserve): «Le produzioni di passata di pomodoro si concentrano in 45-60 giorni, ma il fatturato arriva nell’arco di 12 mesi. I rincari del gas metano ormai sono oltre il 1000%, ma pesano anche i costi del vetro, degli imballaggi, dei trasporti. Il nostro è un prodotto povero: gli aumenti saranno nell’ordinedi pochi centesimi, ma potrebbero comunque eroderci quote di mercato, soprattutto di export».
Il carrello si svuota A crescere saranno soprattutto i beni di prima necessità, quelli che pesano in misura maggiore sulle famiglie a basso reddito, stima Carlo Buttarelli, direttore ufficio studi Federdistribuzione: «Il carrello della spesa era al 9,1% già a luglio, ma considerati gli aumenti concessi ai nostri fornitori, a settembre supereremo la soglia psicologica del 10%. Data la grande pressione dei costi energetici, ci rimane ormai pochissimo margine di manovra».
A settembre bisognerà poi fare i conti con gli aumenti stagionali, in buona parte legati all’istruzione dei figli. «Sui libri scolastici gli aumenti, per via dei tetti di spesa imposti dal governo, non possono superare il 2-3% – ricorda Edoardo Scioscia, amministratore delegato di Libraccio ma gli editori sono comunque in difficoltà, a causa dei rincari di carta ed energia, e ci sono fortissimi ritardi nelle consegne. Anche per questo, quest’anno è aumentata la richiesta di libri di seconda mano».
Repubblica

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