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Nuova Sars, casi in Europa. L’Oms: alzare livello di attenzione

Due contagi confermati in Francia. Segnalazioni in Gran Bretagna. Il virus che si è diffuso negli Emirati Arabi finora ha contagiato oltre 30 persone e causato 20 vittime.

L’organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto agli Stati di aumentare l’attenzione nei confronti del coronavirus responsabile della così detta «Nuova Sars». Il virus che si è diffuso negli Emirati Arabi, finora ha contagiato oltre 30 persone (le ultime tre in Francia) e ne ha ucciso 20 (le ultime due negli Emirati Arabi). È stato registrato anche in Europa (in Gran Bretagna, Germania e Francia in persone che avevano appena viaggiato in Medio Oriente o che erano state in contatto con loro) ma nessun caso ha riguardato l’Italia, ha assicurato il Ministero della Salute.

La persona contagiata in Francia era tra quelle tenute sotto controllo, avendo condiviso la stanza d’ospedale con il primo malato, un uomo di 65 anni rientrato da una vacanza a Dubai. I due si trovano ora nell’ospedale di Lille, e sono tenuti in isolamento. Casi erano stati segnalati anche in Gran Bretagna e in Germania.

Proprio alla luce dei nuovi contagi in Francia e in Europa, si è arrivati alla conclusione che il coronavirus si trasmette anche da persona a persona (come era già avvenuto anche in Arabia) ma con contatti stretti, come quelli familiari. Al momento il massimo organismo sanitari mondiale non ha ritenuto utile consigliare particolari misure di protezione speciale nei punti di ingresso dei viaggiatori dall’estero, così come non sono state raccomandate misure di restrizioni nei movimenti delle persone o delle merci. Ma l’Oms incoraggia l’osservazione sulle infezioni respiratorie acute, analizzando attentamente eventuali casi insoliti. Sono molti ancora infatti i dubbi sulla sua natura. «Si tratta di un Coronavirus come la Sars ma è differente – dicono dall’Oms – ma non sappiamo l’origine dell’infezione».

L’ipotesi di partenza è quella di un virus che vive negli animali (forse i pipistrelli) ma ancora non si è arrivati ad un dato certo.

«Gli operatori sanitari sono invitati a essere vigili sulle condizioni di salute dei viaggiatori di ritorno dalle zone colpite dal virus», in particolare, precisa l’Organizzazione mondiale della Sanità, coloro che sviluppino infezioni delle vie respiratorie inferiori. Il nuovo Coronavirus – battezzato già dalla sua scoperta «Nuova Sars» perché capace di provocare come il più aggressivo predecessore di dieci anni fa gravi problemi polmonari – ha confermato la sua capacità di passare da persona a persona, ma solo con lo stretto contatto. Si è dimostrato particolarmente pericoloso quando riesce ad attaccare l’organismo ma non ha mostrato una forte capacità di trasmissione. Gianni Rezza, direttore del dipartimento delle malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, ha confermato che era noto già da mesi il virus passasse da uomo a uomo ma gli ultimi casi fanno capire che il coronavirus passa attraverso un contatto stretto fra persone, come appunto i familiari. «I casi registrati fino ad ora non sono moltissimi – ha aggiunto l’esperto – ma la richiesta di innalzamento dell’allerta sarà ora utile per cercare di isolare tutti quei casi che possono arrivare dalle zone contagiate come quelle arabe». I test per la diagnosi di eventuali casi sono già pronti e disponibili.

In Italia nessun caso sospetto

In relazione alle notizie relative a due casi confermati di nuovo Coronavirus in Francia, il ministero della Salute precisa in una nota che “il primo caso riguarda un cittadino che aveva viaggiato negli Emirati Arabi mentre il secondo è relativo ad una persona che era stata a stretto contatto con il primo paziente”.

Nella nota si sottolinea che al momento “l’Organizzazione Mondiale della Sanità pur consigliando alle autorità sanitarie la massima attenzione non ha rilevato una situazione di particolare allarme e non consiglia misure di restrizione ai viaggi internazionali”.

Si evidenzia nel comunicato che “nel nostro Paese non è stato ad oggi segnalato nessun caso sospetto e che in Italia è già attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da di stress respiratorio acuto (ARDS) che coinvolge gli uffici periferici del Ministero e le strutture regionali. Inoltre, è presente una Rete nazionale per la gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta grave da polmoniti, con eventuale utilizzo della terapia ECMO”.

La situazione è costantemente monitorata dal Ministero che è in continuo contatto con l’OMS e l’ECDC e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale

La Stampa – 12 maggio 2013  

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