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Sanità animale
 

  • Anemia infettiva degli equidi, nota chiarimenti del Ministero sull’applicazione del Piano nazionale di sorveglianza

    horses-1205145 1280-642x336L’11 agosto la Direzione generale della Sanità animale del Minsalute ha indirizzato ai servizi veterinari regionali una nota di chiarimenti in merito all’applicazione del decreto 2 febbraio 2016 recante “Piano nazionale per la sorveglianza ed il controllo dell’anemia infettiva degli equidi”. Nell’esaminare le modalità applicative del decreto insieme alle Regioni e gli Izs sono emerse alcune criticità cui il Ministero fornisce risposta e una serie di indicazioni. Nella nota si ricorda che il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 96 del 26 aprile 2016 e che il provvedimento, adottato in un contesto epidemiologico in cui negli ultimi anni si è assistito ad un mantenimento costante delle segnalazioni di casi di anemia infettiva a livello nazionale, mira a rendere praticabile l’esecuzione di un piano obbligatorio per la sorveglianza sanitaria dell’infezione con criteri uniformi per tutte le categorie di equidi e per tutte le tipologie di aziende detentrici sul territorio nazionale.

  • Toxoplasmosi: più informazione per sfatare il mito del gatto come responsabile della trasmissione diretta all’uomo

    toxo-gravidanzaContributo Simevep. La toxoplasmosi è una malattia provocata da parassiti che può colpire anche l’uomo, pericolosa per immunodepressi, neonati e donne in gravidanza. Infatti il parassita ha la capacità di attraversare la barriera placentare e di raggiungere il feto determinando aborto oppure sintomi neurologici ed oculari nel nascituro anche a distanza di trenta anni di età, specialmente in assenza di terapia. Da sempre il gatto è stato ritenuto responsabile del contagio all’uomo. In realtà l’implicazione del gatto nella trasmissione della toxoplasmosi è limitata all’eliminazione delle uova (oocisti) con le feci che, però, appena emesse non risultano infettanti, in quanto devono maturare e ciò avviene soltanto nell’ambiente esterno (non nell’intestino del gatto). Più il clima è caldo e umido, più i tempi di maturazione diminuiscono. Tuttavia, non possono mai scendere al di sotto delle 24-48 ore: è il tempo minimo richiesto affinché si formino gli elementi infettanti, che causano la malattia, all’interno delle oocisti.

  • Lumpy Skin disease, parere esperti Efsa: la vaccinazione è il metodo più efficace per tenerla sotto controllo

    lumpy skin diseaseVaccinare i bovini è l’opzione più efficace per controllare la diffusione della dermatite nodulare contagiosa, affermano gli esperti dell’EFSA. E’ questa una delle principali risultanze di un documento scientifico emesso dall’EFSA circa l’efficacia delle diverse opzioni per controllare la diffusione di questa malattia economicamente dannosa. Il lavoro scientifico è stato richiesto dalla Commissione europea a seguito della rapida diffusione della malattia in Grecia e in Bulgaria e in altri Paesi balcanici. La dermatite nodulare contagiosa è una malattia virale che colpisce i bovini ed è trasmessa da insetti che si nutrono di sangue, come certe specie di mosche e zanzare o zecche. Gli esperti dell’EFSA affermano che, se la vaccinazione viene effettuata correttamente, l’abbattimento parziale degli animali colpiti è efficace nell’eradicare la malattia tanto quanto l’abbattimento dell’intera mandria, attualmente imposto dalla legislazione UE. Il documento

  • Confermati casi di Aethina tumida fuori dalla ‘zona rossa’ in Calabria. La nota del Minsalute con le disposizioni

    honey-bees-326334 1280-642x336Il 25 luglio la sezione di Vibo Valentia dell’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno ha confermato la presenza di adulti di Aethina tumida in un’apiario nel comune di Grimaldi in provincia di Cosenza. Ne dà notizia in una nota il direttore generale Sanità animale del Minsalute, Silvio Borrello. Il focolaio, costituito da 12 nuclei si trova a circa 100 chilometri dalla zona di protezione di Gioia Tauro istituita nel settembre del 2014 a seguita della prima comparsa di Aethina tumida. L’apiario colpito risulta essere di proprietà di un apicoltore sconosciuto ai servizi veterinari della Asl in quanto non registrato in Bda. Il ministero della Salute ha emanato, nella medesima giornata, disposizioni per la distruzione dell’apiario colpito, l’esecuzione di controlli clinici degli apiari presenti in un raggio di un chilometro, l’istituzione di una zona di protezione di 10 chilometri di raggio dove vietare la movimentazione degli apiari nonché l’esecuzione di un’indagine epidemiologica.

  • Lo stato di salute delle api in Italia. Ecco i risultati del monitoraggio nazionale. Quali i fattori di rischio più probabili

    api-italia-risultati-monitoraggioNegli ultimi anni in Europa e in altri Paesi del mondo sono stati segnalati numerosi fenomeni di mortalità delle api o di spopolamento degli alveari, che in alcuni casi hanno assunto aspetti particolarmente preoccupanti. Oggi gli addetti al settore concordano sul fatto che non esista un’unica causa alla base di questi fenomeni di morie, ma che siano piuttosto coinvolti diversi fattori che possono agire singolarmente, contemporaneamente o in sinergia. Le ricerche svolte finora hanno messo in evidenza che i fattori di rischio più probabili sono: i trattamenti fitosanitari; le malattie delle api; le pratiche apistiche; l’andamento climatico. I trattamenti fitosanitari sono particolarmente critici e rilevanti, soprattutto quelli effettuati in primavera-estate nelle aree a coltivazione intensiva. Nel 2009, in risposta alla significativa mortalità di colonie di api segnalata nell’anno precedente, è stata istituita in Italia una rete di monitoraggio a livello nazionale (www.reterurale.it).

  • Benessere animale, i controlli sulla protezione degli animali durante il trasporto. Pubblicata la relazione con i dati 2015

    relaz ann benessE’ online la relazione annuale relativa alle ispezioni non discriminatorie sugli animali, sui mezzi di trasporto e sui documenti di accompagnamento. Il ministero della Salute ha pubblicato infatti la relazione sui controlli effettuati nel 2015 sul trasporto di animali. Il documento sintetizza l’attività ispettiva svolta dalle ASL, dagli Uffici Veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC), dai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF) e dagli Organi di Polizia. I controlli della ASL sono condotti sulla programmazione basata sul rischio dettata dal Piano Nazionale Benessere Animale (PNBA) vigente, mentre UVAC e Polizia Stradale collaborano in questo campo, dal 2011, secondo il Protocollo d’Intesa tra Ministero della Salute e Ministero dell’Interno per potenziare i controlli sul trasporto di animali vivi. In totale, sono state eseguite 18.275 ispezioni relative a 15.641 mezzi di trasporto, oltre 9 milioni di animali e 15.616 documenti di accompagnamento.

  • Uso di colistina in allevamento va ridotto per gestire il rischio di resistenza: l’Ema fissa la soglia per l’impiego veterinario

    cow-injectionL’Agenzia europea per la regolamentazione sui medicinali (EMA) ha fissato una soglia per l’uso negli allevamenti della colistina che dovrebbe essere limitata ad un massimo di 5 mg per chilogrammo per il bestiame, onde evitare la pericolosa diffusione della resistenza batterica al farmaco, verificatasi lo scorso anno. La richiesta di fissare una soglia limite dell’uso della colistina un antibiotico a uso veterinario impiegato negli allevamenti è l’ultima di una serie di warning che riguardano la lotta alla resistenza agli antibiotici. In proposito l’EMA sostiene che se questo avvertimento per la colistina verrà applicato con successo, a livello europeo si potrebbe tradurre in una riduzione complessiva di circa il 65% delle vendite attuali della colistina per uso veterinario. Idealmente, però, il consumo dovrebbe essere ancora più basso, e l’EMA precisa che di fatto potrebbe essere auspicabile una soglia limite di 1 mg o meno, dato che Danimarca e Olanda hanno già raggiunto questo obiettivo, mentre altri Paesi, tra cui Spagna e Italia, hanno consumi di gran lunga superiori. Il parere Ema

  • Italia ufficialmente indenne da Peste suina classica. L’Izs di Torino diventa centro riferimento mondiale per Bse e scrapie

    vet 160525 newsL’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) ha riconosciuto all’Italia lo stato sanitario di Paese indenne per la Peste suina classica. La risoluzione, votata dai 180 Capi Servizi Veterinari nel corso della 84° Assemblea Generale che si chiude oggi a Parigi, scaturisce dall’esame del dossier presentato dalla Direzione Generale della sanità animale e farmaco veterinario e valutato favorevolmente dalla speciale Commissione dell’OIE.  “Un traguardo prestigioso – ha dichiarato il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin – per la tutela della salute e del benessere del patrimonio zootecnico nazionale, frutto dell’impegno per il controllo e l’eradicazione della malattia da parte della veterinaria pubblica italiana, ma, al tempo stesso, un aiuto decisivo e un’opportunità in più per le imprese nazionali interessate all’export di prodotti alimentari di origine suina”. Il nostro Paese ha già acquisito dall’OIE lo stato sanitario di indenne per l’Afta Epizootica, la Peste equina e la Peste dei piccoli ruminanti.

  • Presenza di Dna di ruminanti nei mangimi per acquacoltura, dal Ministero le indicazioni per la gestione dei casi

    acquacolturIl ministero della Salute ha emanato, lo scorso 2 maggio, una circolare per fornire indicazioni operative alle autorità territoriali sulla gestione dei casi in cui, nei mangimi per pesci, si rilevi con la tecnica della reazione a catena della polimerasi (PCR – Polymerase Chain Reaction) la presenza di Dna di ruminanti. In particolare vengono fornite informazioni sulla interpretazione dei risultati delle analisi relative ai mangimi che contengono anche altre materie prime, come ad esempio il latte e i suoi derivati, che possono reagire alla Pcr per Dna di ruminanti come le Proteine animali trasformate di ruminante. La nota della Direzione generale sanità animale, a firma di Silvio Borrello, ricorda che, a esclusione degli animali da pelliccia, le Pat di ruminante sono vietate nell’alimentazione di tutti gli animali da reddito, ivi compresi i pesci. Si sottolinea in premessa che “il programma di campionamento ufficiale dei mangimi previsto dal Pnna ha evidenziato un certo numero di positività per la presenza di Dna di ruminanti che hanno dato luogo anche ad allerte comunitarie”.

  • Anemia infettiva degli equidi: è in Gazzetta ufficiale il nuovo Piano nazionale per la sorveglianza e il controllo

    cavalli identificazioneE’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 26 aprile il decreto del ministero della Salute del 2 febbraio che approva il Piano nazionale per la sorveglianza ed il controllo dell’anemia infettiva degli equidi. Il decreto riguarda tutte le categorie degli equidi. Si tratta di un piano obbligatorio per la sorveglianza sanitaria uniforme per tutte le tipologie di aziende detentrici di equidi. Il Piano in Gazzetta sostituisce integralmente il decreto del Ministro della sanità del 4 dicembre 1976, al fine di armonizzare e rendere più efficaci le misure sanitarie per la lotta alla malattia. Il Centro di referenza nazionale per l’anemia infettiva equina presso l’Izs di Lazio e Toscana, ritiene che l’abrogazione del decreto ministeriale del 1976 e le nuove misure «consentiranno di modulare in maniera flessibile i criteri di sorveglianza sulla base dell’analisi del rischio e, allo stesso tempo, di eliminare i controlli sierologici annuali limitati alle tipologie di allevamento “equidi sportivi” che comportano un inutile onere in termini di impiego di risorse e costi».

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