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Sicurezza alimentare
 

  • Sicurezza alimentare e sanità veterinaria, è stata pubblicata la relazione sul processo di autovalutazione per il 2015

    veterinariocarneSono disponibili sul sito del ministero della Salute i risultati del processo di autovalutazione relativa al 2015 svolta dai Servizi di sicurezza alimentare e sanità veterinaria del Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo dell’autovalutazione è di evidenziare debolezze e punti di forza nello svolgimento delle proprie attività e porsi dei traguardi di miglioramento. I Servizi potevano esprimersi con 6 gradi di valutazione rispetto alle evidenze di conformità disponibili, su circa 140 criteri che spaziano dalla qualità delle infrastrutture di lavoro fino ad aspetti gestionali come i piani di emergenza.  L’autovalutazione scaturisce dall’Accordo Stato Regioni del 7/2/2013, concernente le linee guida per il funzionamento e miglioramento del sistema di controllo ufficiale delle autorità competenti in materia. Gli esiti della stessa sono stati caricati da Ministero, Regioni, Province autonome e ASL su una piattaforma on-line dedicata

  • Sicurezza alimenti. Comunicazione rischio, dal Cnsa le linee guida metodologiche e le iniziative 2016-2017

    sic alimentar donnaLa Sezione consultiva delle associazioni dei consumatori e dei produttori del Cnsa ha, tra i propri compiti, anche quello di contribuire alle iniziative di comunicazione disposte dalle istituzioni competenti. La Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute, in cui tale Sezione opera, ha il compito di rilevare le esigenze di comunicazione del rischio delle parti interessate e programmare attività e iniziative in materia. Nel corso del 2015 nell’ambito della Sezione è stato costituito un gruppo di lavoro, composto da 3 associazioni di consumatori, 3 di produttori più un’associazione onlus caritatevole e le istituzioni coinvolte a vario titolo con tale attività. II gruppo è incaricato di affrontare la problematica delle metodologie di una corretta comunicazione nell’ambito della sicurezza alimentare e di programmare iniziative divulgative sulla medesima materia. E’ stato così prodotto e, successivamente approvato dalla Sezione consultiva in seduta plenaria, un documento specifico.

  • Sì alla legge contro gli sprechi alimentari. Premi a chi dona cibo e family bag al ristorante: via libera Senato

    sprechi alSconti fiscali per supermercati e aziende che regalano le eccedenze. Anche scuole e ospedali potranno recuperare gli avanzi. Obiettivo: evitare che 12 miliardi finiscano nell’immondizia. Meno tasse alle imprese che regalano cibo o medicine invece di gettarle. Family bag per portarsi gli avanzi a casa dal ristorante evitando sprechi, o per consentire ad associazioni benefiche di raccogliere dai negozianti i prodotti alimentari freschi invenduti a fine giornata. Nell’Italia dei contrasti, con città assediate dai rifiuti dove sei milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà e allo stesso tempo si gettano dodici miliardi di euro in alimenti commestibili ogni anno, arriva una legge che prova a cambiare le cose. Obiettivo: frenare lo spreco alimentare e migliorare la situazione dei più bisognosi modificando i comportamenti — previste anche lezioni di educazione alimentare nelle scuole — e facilitando le donazioni con riduzioni delle tasse. Il testo

  • Piano nazionale residui, il Minsalute pubblica la Relazione coi risultati 2015. Non conformità nello 0,16% dei campioni

    piano naz residuiLa Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute ha pubblicato la relazione 2015 sul Piano nazionale residui. Il Piano è predisposto annualmente dal Ministero della salute sulla base delle indicazioni previste dalle norme europee. Vengono monitorate nei prodotti di origine animale le sostanze e i residui che potrebbero costituire un pericolo per  la salute pubblica, come le sostanze ad effetto anabolizzante e quelle non autorizzate, i medicinali veterinari e gli agenti contaminanti, negli loro escrementi e nei liquidi biologici, nonché nei tessuti, nei prodotti di origine animale, negli alimenti per animali e nell’acqua di abbeveraggio. Il Piano è frutto della collaborazione delle autorità competenti regionali e locali, dei laboratori nazionali di riferimento e degli istituti zooprofilattici sperimentali. Nel 2015 è risultato conforme ai parametri di legge il 99.8 % dei campioni analizzati, in accordo con i dati riscontrati in ambito europeo.

  • Controlli ufficiali. Relazione Piano nazionale integrato 2015. Effettuati dalle Asl 640mila tra ispezioni e audit

    pni relazioneIl ministero della Salute ha pubblicato la Relazione annuale 2015 al Piano nazionale integrato. La relazione  è stata redatta sempre grazie anche al contributo e la collaborazione delle altre amministrazioni coinvolte: il ministero per le Politiche agricole, il ministero dell’Ambiente, l’Istituto superiore di sanità, i Laboratori nazionali di riferimento per alimenti, mangimi e sanità animale, le Regioni e Province autonome, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i reparti specializzati del Comando carabinieri, il Corpo forestale dello Stato, le Capitanerie di porto e la Guardia di finanza. La sola l’attività di controllo ufficiale sulle attività di produzione, distribuzione e somministrazione di alimenti e bevande svolta nel 2015, dai servizi veterinari e di igiene degli alimenti delle Asl, ha visto lo svolgimento di 639.904 tra ispezioni e audit, oltre al prelievo di campioni per un totale di 107.247 analisi. Le non conformità hanno dato luogo a 59.480 provvedimenti amministrativi e 1.028 notizie di reato.

  • Lago di Garda, resta vietata la vendita delle anguille. Nuova ordinanza di proroga di 12 mesi pubblicata in Gazzetta

    anguille4lugliResta vietata la vendita delle anguille del lago di Garda. Il Ministero della Salute ha prorogato, infatti, di altri dodici mesi il divieto di immettere sul mercato e di commercializzare al dettaglio con l’ordinanza pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 30 giugno che proroga l’ordinanza 17 maggio 2011, e successive modificazioni, recante «Misure urgenti di gestione del rischio per la salute umana connesso al consumo di anguille contaminate provenienti dal Lago di Garda». Gli operatori del settore alimentare non potranno destinarle all’alimentazione umana, non essendo risultate indicazioni diverse dalle attività di monitoraggio. In riferimento al Piano di monitoraggio 2015-2016 elaborato e condiviso tra le Regioni Lombardia e Veneto, la Provincia autonoma di Trento, il Centro di referenza per l’epidemiologia veterinaria dell’Izs Abruzzo e del Molise, l’Izs delle Venezie e l’Izs di Lombardia ed Emilia-Romagna, al fine di valutare i livelli di contaminazione da diossine e Pcb nelle anguille del Lago, l’ordinanza fa presente che non sono ancora disponibili gli esiti analitici del monitoraggio.

  • Dall’Efsa un parere sul deterioramento delle carni durante lo stoccaggio e il trasporto. Effetti di tempo e temperatura

    trasportocarniL’Efsa ha valutato gli effetti di tempo e temperatura sulla crescita dei batteri della decomposizione in carni fresche, carne di maiale, agnello e pollame. I suoi esperti hanno utilizzato modelli predittivi per confrontare la crescita di batteri della decomposizione con la crescita di batteri patogeni e hanno concluso che i batteri della decomposizione, alle stesse condizioni, crescono più rapidamente. L’Efsa aveva già espresso un parere sulle implicazioni per la sicurezza della carne al variare di questi due parametri (tempo e temperatura) e proposto varie opzioni possibili per garantire la sicurezza della carne durante lo stoccaggio e il trasporto. La Commissione ha successivamente chiesto all’Efsa di analizzare le implicazioni che tali opzioni potrebbero avere sulla crescita dei batteri che provocano l’avaria della carne. “Se l’unica considerazione fosse la sicurezza, i responsabili politici avrebbero più opzioni tra cui scegliere”.

  • Relazione Piano nazionale Ogm, i risultati del 2015. Su 688 campioni analizzati solo il 2% sono risultati positivi

    ogm minsalIl Ministero della salute, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli Ogm(Crogm) e l’Istituto superiore di sanità, predispone dal 2006 un Piano nazionale triennale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm) negli alimenti, finalizzato alla programmazione e al coordinamento delle attività di controllo svolte in questo specifico settore da parte delle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in applicazione, sia della normativa quadro del settore degli Ogm, i regolamenti comunitari nn. 1829/2003 e 1830/2003, sia del regolamento CE n. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali. Con il 2015 inizia la programmazione del Piano Nazionale Ogm 2015-2018. Il numero complessivo dei campioni appartenenti a diverse matrici alimentari, prelevati 2015 e analizzati, è stato di 804, di cui 688 sul territorio e 116 all’importazione. Esaminando i dati relativi al territorio, su 688 campioni prelevati e analizzati, la percentuale di quelli positivi è stata del 2%.

  • Acqua ossigenata per sbiancare i molluschi, la Commissione europea: l’utilizzo come additivo alimentare è vietato

    molluschi sbiantLa prassi di impiegare l’acqua ossigenata per sbiancare i molluschi è una pratica vietata in Europa. Così la Commissione europea rispondendo all’interrogazione dell’europarlamentare Renata Briano (Pd-Psoe) sulla liceità del trattamento. Bruxelles quindi chiederà spiegazioni all’Italia sulla decisione adottata nel febbraio scorso che ne autorizza l’utilizzo come coadiuvante tecnologico da impiegare in  particolari soluzioni per lavorare i molluschi cefalopodi decongelati. Per gli esperti del Ministero si tratta di un impiego sicuro che non comporta rischi per la salute. Sul tema in marzo era stata lanciata una petizione, sostenuta da Eurofishmarket, Simevep, Mdc, Federcoopesca, Moica e il Fatto Alimentare, mirata a evitare sul mercato una concorrenza sleale tra operatori del settore ma anche ad ottenere maggiore trasparenza per i consumatori che hanno il diritto di sapere se il prodotto è naturale o trattato. Ad aprile l’interrogazione di Briano alla Commissione per avere delle risposte concrete in merito a questo trattamento.

  • Etichettatura facoltativa delle carni bovine, arriva il decreto del Mipaaf con le disposizioni applicative e le modifiche

    etichetta carniIl Ministero delle politiche agricole e alimentari ha pubblicato, con il decreto del 20 maggio, le disposizioni applicative sull’etichettatura facoltativa delle carni bovine. Il decreto ministeriale dà applicazione e modifica in parte il decreto del 16 gennaio 2015, abrogando inoltre le prescrizioni contenute nel decreto 13 dicembre 2001, in ottemperanza alle norme comunitarie. Si tratta di informazioni facoltative, riportate sulle etichette delle confezioni di carne bovina (preconfezionati e preincartati), che possono riguardare l’animale, e cioè la razza o tipo genetico, le indicazioni relative al benessere animale, l’allevamento – cioè l’azienda di allevamento, il sistema, la razione alimentare, i trattamenti terapeutici, l’epoca di sospensione dei trattamenti terapeutici, indicazioni relative all’alimentazione – la macellazione e il periodo di frollatura delle carni.

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