Breaking news

Sei in:

C’è chi li vuole abolire e chi ne vuole istituire altri. Ma servono davvero gli Ordini? Dì il tuo parere

1a1aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaordine_profOrdini o non ordini? Forse mai come in questo momento gli ordini professionali sono stati al centro del dibattito politico. Per questo motivo abbiamo pensato di chiedere anche la tua opinione. Una prima versione della manovra economica voleva addirittura abolirne almeno quattro, ma poi la norma è stata cancellata. Nello stesso tempo c’è un disegno di legge che vuole istituirne altri cinque, oltre venti albi per altre professioni sanitarie, dagli ortottisti agli audioprotesisti. Approvato in Commissione al Senato all’unanimità è stato ora “sospeso” all’arrivo in aula. Ma lunedì 19 inizia intanto alla Camera l’iter del Ddl Omnibus che contiene tra l’altro norme per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie (con conferma dell’obbligo di iscrizione ad albi ed elenchi anche per i pubblici dipendenti e previsione per gli iscritti ad albi e Ordini anche di sanzioni di natura economica in caso di illeciti).

Intanto si avvicina l’appuntamento elettorale d’autunno per il rinnovo dei consigli direttivi degli ordini provinciali dei medici veterinari per il prossimo triennio. Insomma un tema di attualità. Pubblichiamo di seguito un articolo del Fatto quotidiano che, partendo dal provvedimento per l’istituzione di nuovi ordini, ripercorre in parte gli ultimi eventi. Tra i commenti online allo stesso articolo abbiamo scelto di riportare qui quello di una nostra collega veterinaria. E abbiamo pensato di chiedere anche ai nostri lettori, veterinari dipendenti iscritti come noi all’ordine, la loro opinione. Puoi mandare un breve commento all’indirizzo: segreteria@sivempveneto.it.

Da Il Fatto quotidiano del 15 settembre 2011

Ordini professionali: la Casta propone un ddl per istituirne 5 nuovi e creare 20 albi

Il provvedimento, presentato da Pdl e Lega con l’appoggio di alcuni parlamentari Idv, ha ottenuto l’unanimità in commissione Sanità del Senato, ma poi è stato sospeso. Paradosso finale: la gestione andrebbe alle province.

Medici, architetti, commercialisti. Ingegneri, avvocati, giornalisti. Tutti tutelati da un ordine professionale. E allora perché non crearne uno anche per i fisioterapisti, le ostetriche e i radiologi? Detto fatto, ci pensa il Senato. Perché nonostante l’Unione europea ci chieda continuamente di liberalizzare l’accesso alle professioni, la Casta preferisce mantenere le tutele esistenti e, se possibile, crearne altre. Ieri mattina ha rischiato di essere approvato sotto silenzio un disegno di legge che prevedeva l’istituzione di cinque ordini e venti nuovi albi professionali sulle professioni sanitarie. Presentato da Pdl e Lega, il provvedimento aveva anche l’appoggio di alcuni parlamentari Idv e ha ottenuto l’unanimità in commissione Sanità.

Insomma, tutti d’accordo a creare ulteriori gabbie per i professionisti. In palese contrasto con la prima bozza della manovra correttiva, quella entrata in Consiglio dei ministri il 30 giugno, che vedeva l’abolizione di almeno 4 ordini, compreso quello dei medici. Progetto naturalmente disatteso dopo le pressioni dei professionisti di cui è costellato il Parlamento. Ma nel testo arrivato ieri in aula, oltre il danno c’è la beffa: la gestione dei nuovi ordini sarebbe provinciale. Sì, proprio legata a quelle istituzioni che la stessa manovra prevede di abolire. In più, in ogni capoluogo di Regione, per ciascuno degli ordini professionali, verrebbe costituita una Consulta regionale degli ordini provinciali, composta da rappresentanti degli ordini professionali. Ovvero, in piena crisi, quando si discute su come risparmiare tagliando posti e poltrone inutili, se ne aggiungono di nuove, moltiplicandole.

La giustificazione dei sostenitori è che le professioni sanitarie hanno bisogno di “controllo e tutela” contro gli abusivi. Ma i preesistenti “collegi”, e più controlli, sarebbero dovuti bastare. Il provvedimento ha dell’incredibile anche dove prevede il riscatto degli anni di studio (sì, sempre una delle cose che la manovra voleva abolire), addirittura per chi alla fine non consegue il titolo di studio. Realizzate le contraddizioni, il leader dell’Api, Francesco Rutelli, intervenendo in aula ha costretto i colleghi a una riflessione su ciò che stava accadendo: “Mi chiedo come sia compatibile una scelta del genere con l’orientamento assunto dal governo che ha detto, scritto e approvato con la manovra su cui ha posto la questione di fiducia che proprio l’accesso alle professioni deve diventare il primo tagliando per la crescita. Ma qui non stiamo facendo il tagliando per la crescita. Piuttosto stiamo dando un altro taglio alla crescita”. L’intervento di Rutelli ha scatenato la polemica, soprattutto dentro il Pd, tra chi aveva votato il provvedimento e chi, come alcuni membri della Commissione bilancio, lo riteneva fuori luogo, almeno per adesso. Il cammino della legge si è momentaneamente bloccato, col rinvio in Commissione.

Ma c’è davvero chi è convinto che l’Italia in questa legge sia necessaria: “Dopo l’articolato dibattito e le dichiarazioni del senatore Rutelli – ha dichiarato la vicepresidente dei senatori Pdl, Laura Bianconi – ho ritenuto opportuno chiedere una sospensione all’esame del provvedimento, per evitare che venga archiviato come vorrebbero Rutelli e pochissimi altri colleghi. Mi sembra assurdo che non comprendano le esigenze di oltre 500 mila professionisti che chiedono di non essere confusi con i numerosi abusivi. Pertanto, sono certa che una volta chiariti alcuni punti soprattutto sulle sanzioni saremo in grado di farlo ricalendarizzare dalla Conferenza dei capigruppo e di approvarlo in tempi rapidi”. Così anche gli audioprotesisti e gli ortottisti avranno il loro albo “d’oro”.

Dai commenti, KATE73 scrive:

16 settembre 2011 alle 19:40 Buonasera. Sono un Medico Veterinario.

Gli Ordini dovrebbero servire a contrastare l’abuso di professione, la concorrenza sleale, i danni dovuti a imperizia, imprudenza e negligenza, che danneggiano sia i clienti (pazienti, nel mio caso) che l’intera categoria professionale.

Purtroppo, nel mio caso, spesso l’Ordine protegge i colleghi che pagano i collaboratori 3 euro l’ora, non attua i richiami e le sospensioni previste per colleghi che operano al di sotto di ogni standard minimo di buona pratica medica (ci sono ancora veterinari che sterilizzano i gatti sul tavolo di cucina dei clienti, ovviamente per una miseria), chiude gli occhi sul collega che fa fare interventi e visite alla moglie con la terza media (del resto come si fa, è un amico) e potrei continuare fino alla noia. Per quanto mi riguarda, un Ordine così meglio perderlo che trovarlo. E’ ovviamente opinione ed esperienza personale. Un saluto

Testi a cura del Sivemp Veneto – 18 settembre 2011 – riproduzione riservata

 

 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top