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Centri tampone chiusi ai no vax. «Test riservato a chi ha sintomi». Boom di iniezioni: 43.762 in 24 ore. In servizio 61.200 sanitari nel Veneto

Il Corriere del Veneto. L’immediata ricaduta della carenza di sanitari (61.200 dipendenti del sistema pubblico regionale), denunciata dai sindacati di categoria ma anche dal governatore Luca Zaia, è la riduzione dei tamponi a pagamento ai no vax disposta dalle Usl per recuperare personale. Scelta in linea con l’ultimo diktat lanciato dal commissario per l’emergenza, generale Francesco Figliuolo, che impone alle Regioni «di cogliere tutte le opportunità derivanti dall’impiego massivo delle risorse effettivamente impiegabili per il proseguimento della campagna vaccinale». La coperta è corta, non si possono certo togliere specialisti e infermieri dai reparti ospedalieri, le Guardie mediche si stanno dimettendo in massa e i dottori di famiglia sono a loro volta impegnati nella doppia vaccinazione contro Covid e influenza.

Morale, stanno chiudendo i centri tampone riservati non alla diagnostica ma a garantire il Green Pass «a tempo» ai non vaccinati. Il primo passo l’ha compiuto l’Usl Euganea, che ha deciso di riservare i Covid Point distribuiti nell’intera provincia alle categorie che ne abbiano diritto gratuitamente. E cioè ai soggetti sintomatici e ai loro contatti stretti. Stop quindi alla prenotazione dei test a pagamento dopo aver soddisfatto le sedute già fissate fino al 28 novembre soprattutto dai no vax, per ottenere la certificazione verde da esibire sul posto di lavoro. L’Usl Euganea ha motivato il provvedimento nell’ottica «di ottimizzare ed estendere le risorse dedicate alla vaccinazione anti-Covid». Stesso ragionamento alla base della chiusura della metà dei centri tampone che ogni due giorni accoglievano i no vax disposta dall’Usl Serenissima. Dal 30 novembre non è più possibile sottoporsi al test a pagamento all’ex Giustinian a Venezia, nei Drive through di Mestre, Dolo, Noale e nell’hub Aspo di Chioggia, riservati allo screening per i sintomatici e i loro contatti, segnalati dai medici. Per i non immunizzati restano le farmacie, i punti di primo intervento di piazzale Roma e piazza San Marco e gli altri hub della Serenissima, che anche in questi ultimi sta comunque pensando di rimodulare il servizio. La campagna per le terze dosi, estesa dal 22 novembre alla fascia d’età 40/59 anni e da ieri anche alla coorte 18/39, richiede infatti il trasferimento del personale nei punti vaccinali. Probabilmente, come nel resto del Veneto, questa misura non basterà e le Usl stanno aspettando direttive dalla Regione per capire quali attività ordinarie ridurre, in modo da ricollocarne l’organico.

Lunedì, in consiglio regionale, Zaia ha annunciato che tale decisione verrà presa in settimana e intanto il direttore generale della Serenissima, Edgardo Contato, ha incontrato i direttori dei servizi ospedalieri e territoriali. «Siamo impegnati a concentrare le risorse disponibili sulla campagna vaccinale — ha detto — e in questa sfida chiedo a tutti di investire in disponibilità, per arrivare a un Natale in cui poter considerare superata l’attuale ondata di contagi».

La lista si allunga con l’Usl Scaligera, che da oggi riserva i punti tampone «ai cittadini che ne hanno diritto gratuitamente». «I test gratuiti verranno effettuati, su prenotazione, alle persone inviate dal Servizio di Igiene e Sanità pubblica, dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta, dalle scuole o all’interno dei programmi di screening — precisa l’azienda sanitaria —. E a pazienti, visitatori, familiari dei reparti di degenza, Pronto Soccorso e ambulatori, secondo specifici protocolli aziendali. Sono garantiti i tamponi a pagamento agli utenti che li hanno prenotati entro il primo dicembre». I test (solo i rapidi, non i molecolari) vengono inoltre eseguiti dalle farmacie aderenti alla campagna e dalle strutture private accreditate, che possono effettuare pure i molecolari. Allineata sulle medesime posizioni l’Usl Berica, il cui dg Giusi Bonavina anticipa: «Smaltiremo tutte le prenotazioni per i tamponi a pagamento fissate fino al 15 dicembre, poi decideremo il da farsi, ma l’indicazione è di impegnare il maggior numero possibile di medici e infermieri nella campagna vaccinale. I Covid point saranno riservati ai pazienti che hanno diritto al test gratuitamente, se poi avanzeranno disponibilità potranno essere accolti anche i no vax».

Del resto l’impegno nella somministrazione dell’anti-Covid si farà ancora più gravoso, perché ieri l’Agenzia italiana del Farmaco ha approvato il vaccino di Pfizer Biontech per i bambini dai 5 agli 11 anni con una dose ridotta (un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti). Previste due dosi con un intervallo di tre settimane a partire dal 23 dicembre. Al momento l’84,1% della popolazione veneta vaccinabile ha assunto il ciclo completo e l’85,6% la prima dose. Ieri infine boom di contagi, 2.656, oltre a 14 vittime, che salgono a 11.977. I ricoveri in Terapia intensiva (108, +3) hanno già sforato il 10% di soglia massima, mentre quelli in area medica (568, +15) si avvicinano ai 900 (15%) che decretano il passaggio in zona gialla.

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