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Sindacati: fronte pensioni. «La riforma Fornero va cambiata». Presto iniziative comuni. Ma parte in salita il dialogo sui contratti

Dopo oltre tre anni e mezzo ieri si è tenuta la segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Il tema più delicato resta la riforma del modello contrattuale: ne è uscita una fumata nera. Per capirlo bastano le parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. «Se Confindustria ha intenzione di bloccare la stagione contrattuale se lo dimentichi».

Un messaggio per ribadire che, prima di stabilire i caposaldi e le regole da affidare al nuovo modello di contrattazione, la Cgil intende mettere mano ai contratti scaduti o in scadenza. Il rinnovo deve, insomma, avere, secondo la Camusso, un suo regolare svolgimento, con tanto di presentazione delle piattaforme contrattuali.

Percorso che Cisl e Uil non condividono. In particolare, il sindacato guidato da Anna Maria Furlan teme che il rinvio del merito sulla discussione del modello contrattuale si trasformi in un assist al governo. Consentendo all’esecutivo Renzi di entrare platealmente nel sistema delle relazioni industriali con l’introduzione, per legge, del salario minimo. Un’eventualità che la Furlan vuole scongiurare. Ecco il perché anche ieri ha insistito sulla necessità di anticipare il premier, individuando al più presto una riforma condivisa. Anche alla luce dell’irremovibilità da parte di Confindustria a rinnovare i contratti con le regole attuali. Fronte unito, invece, per quanto riguarda la riforma previdenziale. «La legge Fornero è la peggiore legge pensionistica in Europa ed è ora di cambiarla». A dirlo è la Furlan, spiegando che i sindacati predisporranno una proposta unitaria.

Intanto ieri è stato firmato il contratto nazionale di 7 mila dirigenti bancari. L’intesa, siglata dall’Abi e per la prima volta da Fabi, First, Fisac, Unisin, Sinfub, Ugl Credito e Uilca, è valida fino al 2018. Gli aspetti principali dell’accordo fissano il mantenimento degli attuali livelli retributivi e la salvaguardia dello scatto d’anzianità in via di maturazione.«Il dato importante è che, stante l’accordo, i dirigenti bancari avranno una tutela da parte delle sigle sindacali in vista delle fusioni e delle ristrutturazioni del settore», spiega Lando Sileoni, segretario generale della Fabi. Il documento è destinato alla ratifica del comitato esecutivo dell’Abi in agenda domani.

Andrea Ducci – Il Corriere della Sera – 14 luglio 2015 

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