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Chef cadorino muore in Colombia: forse stroncato da puntura d’insetto

Trovato da un collega di lavoro, il fratello: «Lo avevo sentito due giorni prima». I genitori gestiscono un ristorante a Vodo

BELLUNO – Un arresto cardiaco ha stroncato Pietro Antonio Gregori, 42 anni, di Vodo (Belluno), figlio del noto ristoratore del Capriolo, Giacomo. Lo ha trovato senza vita, il giorno di Ferragosto, nella sua abitazione in Colombia, un collega di lavoro.

Intanto in Cadore il padre, la madre Marina e il fratello Massimiliano stanno vivendo momenti di angoscia e vogliono vederci chiaro dopo che il congiunto aveva riferito di essere stato punto da un insetto e per questo era stato ricoverato in ospedale per una settimana. «Siamo in continuo contatto con l’ambasciata – riferisce il fratello della vittima – ma ci giungono notizie frammentarie. Soprattutto stiamo aspettando i risultati dell’autopsia per capire quali siano state le cause del decesso. È tutto così incredibile e doloroso».

Pietro, “Pedro” per gli amici cadorini, si era trasferito da qualche mese nel paese centramericano e lavorava come chef in un ristorante. È stato appunto un collega che, non vedendolo presentarsi al lavoro, si era recato nell’abitazione di Gregori nel quartiere Hollywood di Paradise Beach a Taganga di Santa Marta.

«Pietro soffriva di psoriasi – racconta Massimiliano – e per questo aveva scelto il clima secco dei Caraibi, molto più salutare per lui di quello del Cadore. Con la compagna colombiana aveva deciso di stabilirsi lì e di aprire un suo ristorante. L’avevo sentito al telefono due giorni prima che morisse. Stava bene. Mi aveva chiesto di inviargli l’attrezzatura da sub. La cosa ci aveva sollevati perché ciò stava a significare che la puntura dell’insetto non aveva avuto conseguenze. Ma adesso ci sorge il dubbio che sia stata proprio quella puntura a portarlo alla tomba. Stiamo anche attendendo indicazioni su come muoverci per ottenere il rimpatrio della salma. Di sicuro ci vorrà del tempo perché le pratiche di questo tipo hanno un iter lungo».

Il decesso di Pietro è stato comunicato alla famiglia dall’ambasciata italiana a Bogotà. Anche il Comune è stato messo al corrente. «Sabato mattina – racconta il sindaco di Vodo, Gianluca Masolo – è arrivato il fax in municipio con la ferale notizia. Siamo tutti addolorati. Io in particolare: eravamo coetanei».

Gazzettino – 22 Agosto 2012

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