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    Home»Notizie ed Approfondimenti»La nostra Vetrina»In Gazzetta il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Attenzione ai social e alla discriminazione, ruolo cruciale dei dirigenti, misurazione della performance. In vigore dal 14 luglio
    La nostra Vetrina

    In Gazzetta il nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Attenzione ai social e alla discriminazione, ruolo cruciale dei dirigenti, misurazione della performance. In vigore dal 14 luglio

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati30 Giugno 2023Aggiornato:13 Dicembre 2023Nessun commento7 Minuti di lettura
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    È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2023 il decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2023, n. 81, recante modifiche al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici del 2013. Le modifiche concretizzano l’articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con legge 29 giugno 2022, n. 79, di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)» e, in particolare, la previsione di introdurre, nel contesto del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, disposizioni di regolamentazione dell’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media. Le modifiche al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici entrano in vigore a partire dal 14 luglio 2023.

    Cosa contiene il codice di comportamento dei dipendenti pubblici appena aggiornato?

    Il nuovo Codice adatta all’attuale contesto socio-lavorativo quello del 2013: l’approvazione di questo testo era particolarmente importante per il Governo, poiché ha consentito di centrare con un mese di anticipo uno degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

    DIVIETO ASSOLUTO DI DISCRIMINAZIONE

    Il testo promuove il divieto di ogni forma di discriminazione legata alle “condizioni personali del dipendente”, dall’orientamento sessuale al genere, passando per disabilità e differenze etniche e religiose.

    Da un lato, l’Amministrazione garantisce ad ogni dipendente il diritto alla tutela da qualsiasi atto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole e discriminazioni di genere, anche in via indiretta.

    Dall’altro spetta ai dipendenti, nei rapporti interpersonali, contribuire alla promozione e al mantenimento di un ambiente e di una organizzazione del lavoro che siano ispirati e fondati su principi di correttezza, libertà, dignità ed uguaglianza.

    UTILIZZO RESPONSABILE DI STRUMENTI INFORMATICI E SOCIAL MEDIA

    Si introduce un richiamo all’utilizzo responsabile degli strumenti informatici, attraverso un corretto utilizzo di tecnologia, mezzi d’informazione e social media.

    Per quanto riguarda gli strumenti di proprietà dell’ente pubblico possono essere usati per incombenze personali, ma senza doversi allontanare dalla sede di servizio e purché l’attività sia contenuta in tempi ristretti e senza pregiudizio per i compiti istituzionali.

    Inoltre, si vieta di diffondere e pubblicare, anche tramite social network, notizie ed informazioni di cui sia a conoscenza per ragione del proprio ufficio. Ugualmente, ci si deve astenere dal pubblicare dichiarazioni offensive nei confronti dell’amministrazione, dei colleghi e collaboratori. Anche le opinioni del dipendente nei semplici post social devono essere espresse a titolo personale e senza coinvolgere la Pa di appartenenza.

    Lo stesso vale per i messaggi di posta elettronica che, sia all’esterno che all’interno dell’ente, non potranno contenere frasi minacciose, oltraggiose o discriminatorie.

    Questo perché chi lavora per la PA deve tutelarne immagine e reputazione anche attraverso il decoro nella gestione dei propri canali pubblici.

    In particolare, l’articolo 4 al comma 2 prevede l’introduzione di disposizioni relative all’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e dei social media da parte dei dipendenti pubblici, anche al fine di tutelare l’immagine della pubblica amministrazione.

     Il decreto introduce quindi:

    il nuovo art. 11-bis al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, dedicato all’utilizzo delle tecnologie informatiche, il quale prevede:

    • la possibilità per l’amministrazione pubblica di svolgere accertamenti e adottare misure necessarie alla sicurezza e tutela dei sistemi informatici, delle informazioni e dei dati;
    • che l’uso di account istituzionali debba essere limitato ai soli fini lavorativi o correlati e non debba compromettere la sicurezza o la reputazione dell’amministrazione;
    • il divieto di utilizzo di caselle di posta elettroniche personali;
    • la responsabilità del dipendente per i contenuti dei messaggi inviati;
    • la possibilità per il dipendente di utilizzare a fini personali gli strumenti informatici dell’amministrazione, purché per tempi brevi e senza pregiudizio per l’amministrazione stessa;
    • il divieto di inviare di messaggi di posta elettronica oltraggiosi, discriminatori o che possano comunque esporre a responsabilità l’amministrazione.

    il nuovo art. 11-ter al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici sull’utilizzo dei mezzi di informazione e dei social media il quale prevede:

    • che i dipendenti utilizzino i propri social con ogni cautela affinché le opinioni o giudizi non possano essere riconducili alla pubblica amministrazione;
    • evitare interventi o commenti che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione;
    • tutelate le esigenze di riservatezza della pubblica amministrazione nelle comunicazioni mediante piattaforme digitali o social media;
    • possibilità per le pubbliche amministrazioni di dotarsi di una “social media policy”;
    • divieto per i dipendenti di divulgare o diffondere informazioni di cui siano possesso per ragioni estranee al loro rapporto di lavoro con l’amministrazione.
    LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEI DIRIGENTI PUBBLICI

    Nel nuovo Codice, adottato in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge cosiddetto “PNRR 2” (d.l. n. 36/2022), si sottolinea anche il nuovo ruolo cruciale del dirigente pubblico.

    Questa figura, d’ora in poi, avrà la responsabilità diretta per la crescita professionale dei collaboratori: dovrà pertanto favorire le occasioni di formazione e le opportunità di sviluppo di tutte le posizioni organizzative.

    Ovviamente spetta anche al dirigente curare, compatibilmente con le risorse disponibili, il benessere organizzativo nelle proprie sedi, favorendo l’instaurarsi di rapporti cordiali e rispettosi tra i collaboratori.

    FORMAZIONE E MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE

    Inoltre, si pone attenzione al testo all’espressa previsione della misurazione della performance dei dipendenti anche sulla base del raggiungimento dei risultati e del loro comportamento organizzativo.

    Una misurazione che passa anche da un altro tassello fondamentale: quello di garantire al personale della PA continue opportunità di formazione e crescita professionale e umana, da cui emerge la valorizzazione anche delle cosiddette soft skills (capacità relazionali e comportamentali).

    RISPETTO DELL’AMBIENTE

    Infine, i comportamenti dei dipendenti pubblici dovranno essere in linea con le logiche di contenimento dei costi, in particolare, sul consumo energetico e della sostenibilità ambientale.

    Pertanto, i dipendenti dovranno in prima persona contribuire alla riduzione del consumo energetico e della risorsa idrica, ma anche per limitare i rifiuti e incentivarne il riciclo.

    Il commento del Ministro Paolo Zangrillo

    “Temi nuovi, interconnessi a una visione strategica manageriale che la Pubblica Amministrazione deve far propria al più presto”, commenta il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. “Dobbiamo passare da una logica del controllo a quella della responsabilità e della misurazione dei risultati: la performance non deve più essere un tabù, perché per migliorare bisogna prima valutare dove insistere e cosa rafforzare”.

    L’ITER DEL DECRETO

    Il testo ha avuto un iter un po’ travagliato: dopo una prima approvazione nell’aula dei ministri lo scorso dicembre era stato successivamente rigettato da parte del Consiglio di Stato.

    I giudici amministrativi, tra le varie obiezioni, avevano espresso riserve  in merito alle nuove regole di condotta dedicate rispettivamente all’utilizzo delle tecnologie informatiche e all’utilizzo dei mezzi di informazione e dei social media. Norme che, per il CdS, si caratterizzavano per una “indeterminatezza delle condotte sanzionabili, favorita anche dall’utilizzo di espressioni linguistiche, molte delle quali tratte dal linguaggio tecnico e lasciate prive di definizioni atte a esplicitarne il significato”.

    Tuttavia, dopo l’intesa in sede di Conferenza unificata e un nuovo parere positivo della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso 7 giugno, in esame definitivo, il nuovo Codice. Ora la pubblicazione in Gazzetta.

     

    SCARICA il decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2023, n. 81 (Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2023)

    Il testo completo degli aggiornamenti al Codice 

     

    LEGGI ANCHE Il Consiglio di Stato continua a nutrire forti dubbi sulle modifiche al codice di comportamento dei pubblici dipendenti: condotte già disciplinate e regole indeterminate e non chiare

     

    elaborazione a cura del Sivemp Veneto

    fonti: Gazzetta ufficiale, dirittobancario.it, lentepubblica.it

     

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