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Coldiretti Veneto: agromafia nel piatto, il finto che imbroglia

“Cosciotti olandesi e tedeschi spacciati poi per italiani portano il Bel Paese a registrare un aumento nazionale del 15% di acquisti dall’estero.

Il flusso in entrata del 2010 è pari a circa 45 milioni di pezzi dato che evidenzia la dipendenza dell’industria di trasformazione dalla materia prima “smarchiata” tanto da “griffarla” a processo finito con timbri ad hoc. Il Veneto non è immune a contraffazione e al falso “Made in Italy” lo conferma quanto contenuto sul primo rapporto sui crimini agroalimentari agromafie Eurispes Coldiretti presentato oggi a Roma. Per quanto riguarda i prosciutti sono i Paesi Bassi e la Germania a far da padroni inviando tagli di suini nelle province di Treviso, Padova e Verona le stesse che guidano la classifica in termini di presenza regionale di allevamenti suinicoli ma anche di ditte trasformatrici.

Triste primato anche per Venezia che si distingue a livello nazionale per la concentrazione di derivati del latte ( 806 tonnellate di merci pari 5,6 per cento del totale). Insieme a Milano e Varese sono il triangolo dell’81 per cento delle importazioni italiane di formaggi.

Da oltre frontiera per finire diffusamente su territorio giunge la carne bovina che nonostante l’obbligo dell’etichettatura e i punti di forza della produzione nostrana, è tra i 5 prodotti importati nella nostra regione portando un saldo negativo della bilancia commerciale a 230 milioni di euro.

Prodotti taroccati sono un imbroglio che vale 51 miliardi di euro, oltre che essere un’arte praticata da speculatori e sostenuta da interessi vari a scapito dell’agricoltura, il comparto con minor potere contrattuale e gli utili più bassi. “Bisogna intervenire con forza affinchè le imprese agricole tornino protagoniste del sistema economico – insiste Coldiretti che con il suo progetto per la reazione di una filiera agricola tutta italiana, firmata dagli agricoltori mira a far si che tutti i processi avvengano in Italia con trasparenza e legame col territorio.

Una sfida che deve arricchirsi della condivisione sociale oltre che di quella politica – conclude Coldiretti evidenziando l’impegno dell’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato verso la tutela delle nostre tipicità e le eccellenze che possono correre il rischio di essere oscurati o addirittura annichiliti dalle imitazioni che arricchiscono i truffatori e non gli imprenditori che si spaccano la schiena nelle loro aziende.

Fonte Coldiretti – 21 giugno 2011

 

 

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