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Coletto: «Sono vicino alle famiglie ma difendo anche gli operatori. Punti-nascita razionalizzati da anni». L’assessore: «Sanità veneta d’eccellenza»

«Ha fatto benissimo la ministra Lorenzin a disporre ispezioni in tutti gli ospedali delle recenti tragedie, due delle quali in Veneto. Le seguiremo con un nostro esperto regionale e dico che le nostre porte sono sempre aperte per tutti. Siamo i primi a volere chiarezza assoluta su quanto accaduto. Nel contempo, mi sento di difendere con fermezza il livello di qualità della sanità veneta e del suo personale, che è preparato ed efficiente».

L’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto preferirebbe aspettare i risultati degli accertamenti prima di intervenire sui casi di Bassano del Grappa e San Bonifacio, anche perché per oggi è previsto un intervento del governatore Luca Zaia sullo stesso tema. Ma non si sottrae al suo dovere istituzionale. Con un’avvertenza, però: «La politica deve restare fuori da questa vicenda. Ritengo che il primo livello di un’indagine seria sia quello tecnicoscientifico. Quindi per ora non scendo in dettagli che non conosco. E voglio parlare da uomo prima che amministratore: il dolore di quelle famiglie è anche il mio, il nostro di tutti i veneti».

Il Codacons ha annunciato un esposto, in tutte le Procure interessate, contro le Regioni in cui si sono verificati i casi di morte di partorienti, per «verificare eventuali responsabilità delle Regioni e del Ministero della salute per accertare eventuali omissioni, specie sul fronte della prevenzione, che abbiano concorso a determinare i decessi degli ultimi giorni».

Coletto non perde la calma: «il Codacons fa il suo lavoro, noi faremo il nostro nella migliore maniera possibile. Osservo che se siamo Regione di riferimento per gli standard sanitari, ruolo appena riconfermato dal Governo, qualcosa vorrà pur dire. Certo, l’errore umano può essere sempre in agguato. Ma i dati veneti sui parti sono di eccellenza. E già dal 2013 siamo intervenuti con profonde razionalizzazioni nei reparti di ostetricia, concentrando i punti nascita sul territorio in modo da avere equipes sempre più attrezzate ed esperte».

Il Gazzettino – 4 gennaio 2015

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