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Coletto: non male nuovi standard. Ma servono anche costi standard

Il coordinatore della Commissione sanità delle Regioni, Luca Coletto interviene sul regolamento con i nuovi standard dell’assistenza ospedaliera proposti dal Governo. E il giudizio non è del tutto negativo: “Sarei per un’apertura moderatamente positiva a questa impostazione che però va completata con i costi standard” e spiega che queste riduzioni dei posti letto da fare negli ospedali “sono più delle linee guida. Andranno poi fatte delle valutazioni caso per caso, Regione per Regione, sull’opportunità di applicarle in modo più pesante o leggero”.

“Noi nel Veneto – spiega Coletto, che è anche assessore alla Sanità della regione – nel nostro piano abbiamo già previsto un tasso di 3.5 posti letto ogni mille abitanti”.  Quella di ridurre i posti letto ospedalieri è, secondo Coletto, ”una necessità sia tecnica che politica, per riuscire a seguire le innovazioni che si sono susseguite nel tempo. Dieci anni fa per alcuni interventi chirurgici si prevedevano 10 giorni di ricovero, oggi sono 2”.

Coletto non valuta quindi del tutto negativamente il documento. ”Sarei per un’apertura moderatamente positiva a questa impostazione – prosegue – che però va completata con i costi standard. Diciamo che questi potrebbero essere dei criteri standard, da applicare se si accetta la ripartizione del fondo. Se non una regione non volesse farlo, dovrebbe poi andare a coprire con l’irpef. E’ chiaro che se uno si adegua, può avere più forza nel chiedere, rispetto a chi non si adegua, e magari ha piccoli ospedali e pochi posti letto”. 

Quanto alla modifica dei ticket e alla discussione sul Patto della salute, su cui e’ tornato qualche giorno fa il ministro della Salute, Coletto si dice convinto che ”otterremo risultati migliori se andremo a raschiare gli sprechi, senza però applicare ulteriori balzelli e ticket. La sanità non e’ costo ma un investimento, e non può essere governata dal ministero dell’Economia”.

Le Regioni dovranno adottare anche un atto di indirizzo alle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale nonché alle strutture private accreditate, relativo a specifici criteri per l’ammissione ai trattamenti ospedalieri. I criteri quindi dovranno essere definiti tenuto conto di linee guida stabilite con Accordo sancito dalla Conferenza Sato-Regioni.
Le Regioni nell’adottare la futura riorganizzazione della rete ospedaliera dovranno assumere come riferimento un tasso di ospedalizzazione pari a 160 per mille abitanti di cui il 25 per cento riferito a ricoveri diurni.

9 novembre 2012

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