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Treviso, come durante il lockdown: 150 nuovi casi. Oltre 30 contagiati in un’azienda dell’Asolano. Il prefetto ai trevigiani: «Abbiate buon senso». Controlli sui locali

Corriere del Veneto. Con 150 nuovi casi e un nuovo cluster aziendale con 33 positività la Marca tocca il suo picco massimo stagionale. Bisogna premettere che i dati sono di un giorno e mezzo (non in 24 ore come al solito) ma sono cifre da pieno lockdown: sono stabili i ricoveri, 42 fra Treviso e Vittorio Veneto, ma le terapie intensive sono ancora vuote. Rimane il record regionale di soggetti attualmente positivi al virus: 1.479 su 6.630 contagi dal 25 febbraio.

Oltre ai tamponi su contatti, sintomatici e casi nelle scuole (una sola quarantena di classe in un asilo ieri) l’attenzione è sul grosso focolaio del distretto Asolano. Il nuovo cluster aziendale è stato comunicato all’Usl 2 quando i contagi fra i dipendenti di una grossa azienda con circa duecento dipendenti erano già 33. Tutto era partito nei giorni scorsi con due positività fra i lavoratori della cooperativa (in gran parte stranieri, che si occupano di magazzino e logistica) e l’azienda ha provveduto privatamente a far testare i collaboratori. L’estensione del focolaio è significativa e monitorata: l’Usl ha fatto partire il contact tracing tra i familiari e i contatti stretti dei contagiati per capire quanto possa essersi esteso il cluster e valuta se allargare lo screening a tutto lo stabilimento. Ieri è stato registrato anche il 358esimo decesso: una donna di 81 anni con gravi patologie morta all’ospedale di Vittorio Veneto.

La guardia rimane alta su ogni fronte. Ieri mattina il prefetto Maria Rosaria Laganà ha riunito le forze dell’ordine per affrontare la nuova stretta prevista dal Dpcm del 13 ottobre. «Ci appelliamo al buon senso dei cittadini – ha commentato il prefetto -. In linea generale abbiamo evidenziato il rispetto delle precauzioni, distanze e mascherina. Le forze dell’ordine sono pronte a intervenire nelle situazioni di particolare rischio. Non ci sarà bisogno di ulteriori contingenti, il progetto Strade Sicure è di supporto alla normale attività che procede con controlli mirati e continui. Ricordo l’operazione di due giorni fa nel locale sovraffollato a Villorba». Un appello particolare è rivolto ai giovani e alla cosiddetta «movida»: «I controlli saranno rafforzati dopo le 21 per verificare lo stazionamento all’esterno dei locali e dopo le 24 per le chiusure. Ci sono nuove condotte su cui fare attenzione, polizia e carabinieri non possono essere ovunque, ma il monitoraggio c’è sempre stato. Rispettare la disciplina per non contribuire alla propagazione del virus è una raccomandazione che riguarda tutti, singoli e imprese». Per quanto riguarda l’organizzazione di eventi, catering e somministrazione, ieri il prefetto ha ricevuto gli operatori in fibrillazione, che con le regole più recenti sono stati schiacciati. Il grido d’aiuto degli imprenditori è stato raccolto dal prefetto che ha chiesto un’ulteriore interpretazione al ministero per non penalizzare eventi già organizzati (matrimoni, celebrazioni religiose, pranzi aziendali e privati) consentendo di lavorare, «sempre facendo appello al senso di responsabilità dei partecipanti e dei gestori, per attuare le cautele necessarie al contenimento del contagio».

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