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Commissariamento Iss, Garaci: «Si guardi il bilancio globale: in realtà c’è un avanzo di 1 e 23 milioni»

Dopo l’intervento di Monica Bettoni, direttore dell’Istituto di Sanità negli anni esaminati dalla Corte dei conti – 2011 e 2012 – e trovati in disavanzo, risponde all’ipotesi di commissariamento avanzata dal ministro Lorenzin, l’allora presidente dell’Iss, Enrico Garaci.

Apprendo dalla stampa che in questi giorni è stata avviata la procedura di commissariamento dell’Istituto Superiore di Sanità come conseguenza di un disavanzo di bilancio che sarebbe avvenuto negli anni 2011 e 2012, periodo nel quale ero Presidente. Non viene però evidenziato che quel saldo negativo, rispettivamente di 26 milioni nel 2011 e circa 4 milioni nel 2012 era ampiamente compensato da un avanzo di gestione rispettivamente di 27 milioni e di 27,400 milioni Quindi se esaminiamo globalmente il bilancio non c’è un conto in “rosso” per i due anni in questione, ma semmai un residuo attivo di 1 milione per il 2011 e di 23,400 milioni per il 2012.

E’ altrettanto vero che non ci deve essere un disavanzo di competenza, come sottolinea la magistratura contabile, ma quasi tutte le istituzioni utilizzano per i propri bilanci l’avanzo di gestione dell’anno precedente, accertato attraverso l’approvazione del relativo consuntivo.

Se ci fosse stato un saldo negativo, infatti, mi chiedo come questo bilancio avrebbe potuto essere approvato, come di fatto è avvenuto, dagli organi di controllo del collegio dei revisori e dai Ministeri vigilanti: Ministero della Salute e Ministero dell’Economia.

Si tratta, inoltre, di un bilancio ottenuto a fronte della forte riduzione del finanziamento pubblico avvenuto in quel periodo in cui la “spending review” ha fortemente penalizzato il meccanismo di finanziamento dell’Istituto che, nonostante tutto, non ha smesso mai di tutelare la salute pubblica e non ha fatto mai venir meno la sua funzione di ricerca e di supporto del Ssn.

Fin qui una doverosa puntualizzazione sulle cifre. Ma serve anche fare qualche considerazione più ampia.

Credo, infatti, che il valore della relazione della magistratura contabile stia nella necessaria riflessione che va fatta per il futuro, nel suo valore di richiamo a una gestione che deve tener conto del nuovo contesto economico in cui si trova il Paese. Ma si tratta anche di una riflessione che rimanda però a una questione fondamentale: il futuro che si vuole assicurare a questo ente e alle sue importanti funzioni.

Se, infatti, si riduce ancora il finanziamento pubblico e si annulla o si diminuisce l’avanzo di gestione il bilancio non diventerà più compatibile nei prossimi anni. Da qui l’invito a contenere i costi, tanto è vero che il disavanzo passa dal 2011 al 2012 da 26 milioni a 4 e ad aumentare l’attività convenzionale. Quest’ultima è già ampiamente sviluppata e può essere ancora incrementata ma bisogna vigilare che questa attività non faccia derogare le funzioni istituzionali dell’ISS.

Per le funzioni così delicate ed importanti che questo Ente svolge sul tema della salute pubblica e della ricerca Sanitaria il finanziamento pubblico dovrebbe essere più consistente, altrimenti si rischia di svilire la sua natura più profonda e la sua indipendenza grazie alla quale svolge le sue funzioni di tutela della salute pubblica.

Ho guidato l’ISS per 12 anni e di ciò ne sono particolarmente orgoglioso. Posso testimoniare che in questo periodo pur a fronte di tante emergenze sanitarie ha sempre assolto in maniera corretta alle sue funzioni istituzionali grazie alla qualità e alla competenza del suo personale tecnico scientifico ed amministrativo di cui non posso che lodare il massimo impegno.

Disperdere il patrimonio di questo istituto, che non è solo professionale ma anche umano, costruito da persone e competenze con una vocazione etica e scientifica al bene comune di cui sono stato testimone, invece che rinnovarlo e valorizzarlo, potrebbe essere un’occasione persa per il nostro Paese.

Enrico Garaci, già presidente Iss – Sole sanità – 20 giugno 2014 

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